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L'unione sarda. Ex dipendente arrestato mentre appicca il fuoco a Cagliari in via Cornalias

«Volevo vendicarmi del licenziamento»

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«Quelli di Abbanoa mi hanno licenziato. Non glielo posso perdonare». Quando gli agenti della Squadra Mobile lo fermano, Giuliano Ferru, 40 anni di Sestu, ha appena gettato un fiammifero acceso tra le sterpaglie secche. Confessa: «Sono arrabbiato con quell'azienda, volevo farglielo capire».
Sono le 10,45. Pochi minuti e l'area di via Cornalias, tra gli uffici di Abbanoa e le abitazioni di piazza delle Muse, si trasforma in un braciere: il fuoco sospinto dal vento corre rapidamente verso il parcheggio dell'ospedale Brotzu dove ci sono più di cento auto. Mentre Ferru viene caricato sull'auto della Polizia e arrestato, le squadre dei vigili del fuoco lavorano per domare le fiamme. Una colonna di fumo si alza sul cielo di Cagliari. Alle 13 la situazione torna alla normalità.
Un incendio per vendetta. Ferru due anni fa è stato licenziato da Abbanoa. Nel giugno del 2011 era stato arresto dai carabinieri: l'uomo aveva preso indebitamente la Fiat Panda Van, di proprietà di Abbanoa, utilizzando anche una Fuel Card Agip dell'ente per fare rifornimenti di carburante per 150 euro. Non solo. Il 40enne di Sestu aveva avuto anche qualche altro “guaio” con la giustizia. Abbanoa lo aveva messo alla porta.
Il piano per farla pagare all'azienda scatta a metà mattina. Una pattuglia della sezione reati contro il patrimonio della Squadra mobile, comandata dal dirigente Leo Testa e coordinata da Massimo Imbimbo, passa in via Cornalias. Gli agenti notano un uomo, maglia rossa e bermuda. Passeggia nervosamente. Ma soprattutto in mano ha alcuni fiammiferi. L'auto della Polizia fa il giro della rotatoria per fermarlo e controllarlo. Ma Ferru è già inchinato accanto al canneto incolto, a pochi metri dagli uffici di Abbanoa. Un fiammifero acceso scivola sulle sterpaglie secche. Il gran caldo e il vento fanno il resto. In pochi attimi le fiamme divorano tutto, dirigendosi verso i palazzi e i parcheggi del Brotzu.
Gli agenti della Mobile avvisano i vigili del fuoco e bloccano il piromane. Addosso ha una confezione di fiammiferi, due cannucce in plastica, tre pezzi di cartone arrotolato e un cucchiaino spezzato. Il kit dell'incendiario, secondo gli agenti. Il 40enne finisce ai domiciliari, con l'accusa di incendio doloso, in attesa del processo per direttissima fissato per oggi.
Intanto i vigili del fuoco impiegano alcune ore per domare il rogo. Momenti di paura quando le fiamme si avvicinano pericolosamente alle mura di un palazzo, ai parcheggi dell'ospedale e alla recinzione di Abbanoa.
Matteo Vercelli

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