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L'unione sarda. Quattro Mori in conclave

A Tramatza i sardisti decidono le alleanze in vista del 2014: svolta netta verso il centrosinistra o strategia delle «mani libere»?

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L'accordo col Pdl, nel 2009, i sardisti lo sancirono a Birori: era una sera di gennaio, faceva freddo in tutta l'Isola e nelle zone interne anche di più. Il ritorno verso il centrosinistra potrebbe arrivare stasera nell'afa autostradale di Tramatza, già assai nota ai dirigenti del Pd: ma la svolta del Psd'Az, di cui pure si parla tanto negli ultimi giorni, non è scontata.
Alla vigilia del consiglio nazionale dei Quattro Mori, convocato per le 16 e 30 di oggi, circolano due ipotesi: la prima prevede una netta inversione di rotta, con una richiesta di incontro al cosiddetto «tavolo del centrosinistra». L'altra possibilità è che il direttivo sardista affidi ai suoi vertici un mandato «ampio»: mani libere, trattative a 360 gradi, con aperture al Pd ma anche la possibilità di confermare il quadro politico del 2009, quando il simbolo del Psd'Az comparve tra quelli a sostegno di Ugo Cappellacci.
LE TENSIONI Giacomo Sanna, presidente e leader storico del partito, ha voluto lasciare intatta la suspense in attesa della riunione di stasera. Anche perché il partito vive una fase di forti tensioni: il gruppo in Consiglio regionale, orfano di Paolo Maninchedda, è spaccato a metà. Sanna non è più capogruppo, con lui resta il solo Efisio Planetta (e regge l'intesa col segretario nazionale Giovanni Colli, che però non è consigliere). L'altro asse va dal neo capogruppo Christian Solinas a Paolo Dessì. C'è chi pronostica nuovi addii eccellenti prima delle Regionali. In ogni caso, qualsiasi scelta sulle alleanze presenta problemi.
Non è facile accordarsi col centrosinistra perché l'addio a Cappellacci è arrivato, a detta di molti big di quello schieramento, troppo tardi. Contro il Psd'Az scatterebbero veti durissimi: non solo quelli espliciti dei Rossomori, ma anche altri dal Pd. Pesa la dura opposizione condotta proprio da Sanna contro il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau, probabile candidato alle primarie.
Ma non è facile neppure riallacciare i rapporti col centrodestra, dopo il recente passaggio dei Quattro Mori all'opposizione. Nello schieramento del governatore, tra l'altro, potrebbe trovare spazio la lista civica del Quinto Moro di Andrea Prato, non più vicinissimo a Giacomo Sanna malgrado la recente alleanza alle Politiche. Insomma, ci sarebbe molta concorrenza nel campo identitario-sovranista-indipendentista.
GLI ALTRI “IDENTITARI” La concorrenza, del resto, è vasta e si estende a tutto l'arco politico. Lunedì pomeriggio il Partito dei sardi (l'area ManinSedda) incontrerà il centrosinistra per definire un'intesa ormai molto probabile, anche se resta il nodo della partecipazione alle primarie.
Nella stessa sera, Irs festeggerà a Tissi i propri dieci anni con un dibattito il cui titolo (“Sviluppo locale e nuove sovranità: quale governo per la Sardegna?”) sembra fatto apposta per preparare qualche annuncio in vista delle Regionali. Invece il giorno dopo, a Olbia, Sardigna natzione avvierà una serie di riunioni in tutta l'Isola per riorganizzare un cartello puramente indipendentista. Mentre Progres prepara i suoi “Dies de festa” (2-3 agosto a Nuoro), quando Michela Murgia scioglierà la riserva sulla sua candidatura alla presidenza della Regione.
LA SCOMMESSA Tutti questi posizionamenti, che neppure esauriscono la galassia delle forze che reclamano per la Sardegna maggiori poteri di autogoverno, complicano la futura collocazione politica del Psd'Az. Anche per questo il consiglio nazionale odierno potrebbe avviare un'esplorazione a largo raggio, più che puntare tutto su una sola opzione.
Giuseppe Meloni

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