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L'unione sarda. Guardiani nel traffico del cielo

Dal centro Enav di Olbia vigilanza sui movimenti del Costa Smeralda e di Fertilia

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Caterina De Roberto
OLBIA Bourkan, l'Airbus di Alisher Usmanov - uno dei ricchissimi del pianeta - scalda i motori nel parcheggio dell'Aviazione generale al “Costa Smeralda”. In alto, a 35 metri di altezza, sulla torre di controllo, ci sono quattro angeli custodi che vegliano sul volo. Su quello del magnate russo e dei comuni mortali da low cost. Il primo, ground , dà l'ok alla partenza. L'aereo rulla in pista. Passa le consegne al secondo - torre - che lo segue fino al decollo, in direzione Parigi. Poi - una volta lasciata la pista - il gigante dei cieli, diventa un'icona, nei monitor degli altri due uomini radar che controllano tutto lo spazio aereo del nord Sardegna (e non solo) e che lo seguiranno finché non passerà sotto la giurisdizione di Marsiglia. Basta un clic, come in un pc o in una playstation per vedere tutto il piano di volo di un aereo. Lassù, a 35 metri, il panorama toglie il fiato e sembra di poter toccare Tavolara con un dito. Ma gli angeli custodi sono incollati ai loro monitor, Ground lasciato Usmanov, ha già agganciato un volo Easy jet in partenza e poco dopo - con il giro contrario - un Iberia in arrivo. Questo succede 31.500 volte l'anno, in questa stagione trenta volte in un'ora.
IL CAAV «Noi produciamo sicurezza»: uno slogan che rende l'idea quello di Daniele Ferraro, responsabile della comunicazione dell'Enav, l'Ente nazionale di assistenza al volo. Il centro di assistenza al volo di Olbia, Caav, è una fabbrica nella quale lavorano una cinquantina di persone tra uomini radar, tecnici e meteorologi. È l'unico in Italia che garantisce il servizio di controllo e avvicinamento a più aeroporti: da Olbia si seguono anche gli aerei che partono e arrivano ad Alghero. In questo caso la torre di Fertilia segue le prime due fasi, la pista e il decollo, ma l'avvicinamento e il sequenziamento , la procedura che mette in fila decolli e atterraggi, sono sotto la vigilanza del Caav di Olbia. Questo fa della struttura gallurese un terminal control area . In tutto sono 46.000 movimenti annui per tre milioni e mezzo di passeggeri esclusi i movimenti dei voli privati che al Costa Smeralda costituiscono una fetta fondamentale.
UOMINI RADAR «Tecnologia e fattore umano vanno sempre di pari passo - spiega il responsabile del Caav Raffaele Della Bitta - la tecnologia è all'avanguardia e la specializzazione dei controllori di volo altissima. Non solo. Devono essere persone motivate ed equilibrate, capaci di lavorare in team». Capaci anche di affrontare un'emergenza. «In realtà sono semplici priorità. Una spia che si accende e un aereo che torna indietro, può creare apprensione a bordo, ma è un evento che viene gestito in tutta serenità». I controllori sono 22, lavorano in turni di quattro ma nei periodi di punta anche di otto. «In questo momento abbiamo avuto un grande ricambio generazionale, ci sono tanti giovani. Naturalmente iniziano affiancati dai più esperti». Oltre ai controllori lavorano in torre i tecnici della Techno sky, società controllata da Enav che si occupa della parte tecnologica e dieci metereologi, fondamentali per offrire ai piloti tutte le informazioni necessarie. «La responsabilità finale del volo, la decisione ultima spetta sempre al pilota». Ottimizzare i tempi, tagliare i costi del carburante e le emissioni di anidride carbonica è un altro obiettivo di Enav, a livello nazionale, perseguito anche ad Olbia. «Il flight efficiency plan opera attraverso il riallineamento delle rotte e ha consentito il risparmio nel 2012 di 750 mila chilometri, 4.200 tonnellate di carburante e 13.500 tonnellate di CO2».
LA TECNOLOGIA Le sale ai piani inferiori della torre sono destinate anche alle strumentazioni aggiuntive, ogni informazione passa su più macchine oltre che con diversi mezzi. La nuova frontiera è quella del data link . «Si tratta di una nuova tecnologia - spiega ancora Della Bitta - che affida le comunicazioni tra i vettori, oggi effettuate via radio a messaggi codificati. L'uso della voce non sarà più indispensabile». La lingua del volo è l'inglese. In torre, mezzi vecchi e nuovi si intrecciano. Tra i controllori di volo il passaggio di consegna avviene con una strip di carta colorata sulla quale sono annotati gli estremi del volo, nei computer si replica il modello con una strip sullo schermo. Sui monitor come tanti puntini luminosi si inseguono gli aerei nei cieli del Tirreno, si mettono in fila come soldatini verso le due piste del Costa Smeralda e di Fertilia. Attaccato al soffitto, c'è uno scaramantico cornetto. Perché un pizzico di fortuna non guasta. Soprattutto quando si dirige il traffico del cielo.

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