VILLASIMIUS È finito nelle reti che avevano calato al largo delle coste del Sarrabus. Sembrava una pescata eccezionale, e straordinaria lo è stata davvero. Quando le attrezzature sono state issate a bordo, tra le maglie non c'erano pesci e crostacei ma i resti di un velivolo. Ammassi di lamiere e cavi indecifrabili. Il comandate del peschereccio Luigia , Simone Vacca, una volta rientrato a terra e attraccata l'imbarcazione nel porto turistico di Villasimius, ha raggiunto gli uffici della Capitaneria per denunciare il recupero. Sono stati informati gli uomini della Guardia di Finanza e a Villasimius sono anche arrivati alcuni esperti da Cagliari. C'era il sospetto che quei reperti potessero appartenere all'elicottero delle Fiamme gialle (il Volpe 132) scomparso al largo di Capo Ferrato il 2 marzo del 1994 con il maresciallo capo Gianfranco Deriu e il brigadiere Fabrizio Serra, i cui corpi non sono mai stati ritrovati e restituiti ai familiari.
«I resti metallici recuperati dal peschereccio - conferma il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Francesco Burarelli - potrebbero appartenere a un aereo-bersaglio, escludiamo invece categoricamente che possano essere messi in relazione con il nostro elicottero inabissatosi a grandi profondità ». (a.pi.)
