NUORO Potranno tirare un sospiro di sollievo i disabili nuoresi in attesa di sapere se hanno diritto o meno alla pensione di invalidità , gli utenti che aspettano gli assegni familiari e i cassintegrati. Dopo mesi di pugni sul tavolo arrivano all'Inps sei nuovi medici, cinque a convenzione e uno di ruolo. Battaglia vinta per il presidente del comitato provinciale dell'ente Gianfranco Calvisi, che da quando - lo scorso gennaio - l'Inps nazionale aveva tagliato le unità sanitarie della commissione medica del lavoro, ha dissotterrato l'ascia di guerra a suon di ricorsi, diffide giudiziarie e carte bollate. «È prima di tutto una vittoria degli utenti», premette, «costretti a sopportare lungaggini. Già nel 2010, quando ci siamo insediati, ad attenderci c'erano 2500 pratiche che si erano accumulate. A fatica siamo riusciti a smaltirle in poco tempo, e poi, dopo nemmeno due anni, ci hanno tagliato le risorse umane. Come potevo lasciar perdere?».
«NON FINISCE QUI» Trionfare in una battaglia non significa vincere la guerra: «Mica ci fermiamo qui. L'ho già detto al direttore regionale dell'Inps, il nostro obiettivo è arrivare al riconoscimento di sede in modo tale da avere almeno due specialisti strutturati. Ora ne abbiamo ottenuto uno solo a 38 ore, più cinque convenzionati a 20. È una boccata d'ossigeno, prova ne è il fatto che in una settimana abbiamo già disbrigato più di 200 casi e ci siamo mandati avanti superando l'impasse che da gennaio aveva causato il congelamento di 800 domande. Non siamo però ancora soddisfatti, e pur riconoscendo l'impegno dei vertici continueremo a lottare per la stabilità . Inoltre abbiamo stipulato un accordo con la Regione per l'istituzione di una commissione integrata Asl-Inps, affinché i cittadini non debbano sottoporsi a visita due volte».
Rimane aperto l'altro fronte, quello della macchina amministrativa dell'Inps, che a seguito dell'unificazione si è ritrovato tra capo e collo anche le pratiche Inpdap senza adeguamenti del personale: «Ci stiamo muovendo - annuncia Calvisi - per risolvere anche questo problema».
Francesca Gungui
