NUORO «Il giudice si è reso conto che non esisteva l'ipotesi di reato, nessuno dei fatti contestati e alcuna associazione a delinquere. La sua decisione sgombra il campo da qualsiasi sospetto sulla correttezza dell'operato dei colleghi della Direzione territoriale del lavoro». Eugenio Annicchiarico, responsabile della sede provinciale, esterna tutta la sua soddisfazione perché l'inchiesta Piccola Rabat, avviata nel 2009 dai carabinieri di Baunei, si dissolve una settimana fa con l'udienza preliminare. Il giudice Nicola Clivio, di Lanusei, sconfessa il castello accusatorio che per Giorgio Sanna, Francesco Nieddu, Salvatore Maccioni e Antonello Deiana va dall'associazione a delinquere finalizzata a favorire l'immigrazione irregolare in Ogliastra di cittadini extracomunitari al falso ideologico e materiale in atto pubblico.
INCHIESTA INTERNA Il proscioglimento deciso dal gup blocca ora il procedimento disciplinare aperto dal ministero del Lavoro, atto immediato quando c'è un'inchiesta penale. «Ho già provveduto a trasmettere a Roma il dispositivo del giudice, il procedimento disciplinare si estinguerà », sottolinea Annicchiarico. «Finora - aggiunge - ho avuto un atteggiamento neutrale, ma non ho mai avuto alcun dubbio sull'assoluta estraneità dei colleghi ai fatti contestati». Per i quattro funzionari coinvolti nulla cambia: Sanna ora è responsabile degli Affari generali e del personale della sede provinciale, Deiana e Nieddu sono all'Urp mentre Maccioni continua a lavorare allo sportello Immigrazione.
IMMIGRAZIONE Alla Direzione del lavoro, competente nell'ambito della vecchia provincia di Nuoro, fanno capo vari servizi, a iniziare dall'Ispettorato del lavoro per proseguire con lo Sportello unico per l'immigrazione che è finito al centro dell'inchiesta. L'indagine ipotizza l'esistenza di una banda che grazie a matrimoni di comodo e a contratti di lavoro fasulli favorisce l'arrivo di cittadini marocchini in Ogliastra. Il gup smentisce tutto.
L'ATTIVITÀ «È pesante per i colleghi mettere in discussione la loro dignità , come pure il danno d'immagine per l'ufficio e per il ministero», dice Annicchiarico che, invece, riconosce: «L'Ispettorato del lavoro e lo sportello Immigrazione svolgono un'attività molto delicata, soprattutto in questa fase. È molto difficile far rispettare le norme, i dipendenti lo fanno con spirito di servizio, senso delle istituzioni e profonda onestà ». Tra permessi stagionali e regolarizzazioni di lavoratori, lo sportello Immigrazione si occupa di un migliaio di pratiche l'anno. La gran parte riguarda l'Ogliastra dove i lavoratori extracomuntari sono presenti più che altrove.
Marilena Orunesu
