Gli assestamenti in vista delle prossime elezioni regionali danno vita a movimenti alternativi alle coalizioni di centrodestra e centrosinistra. È il caso di Casa Sardegna, Fortza Paris, Laboratorio Gallura, Soberania e Indipendentisti Liberi, che hanno dato vita, a Oristano, a un Comitato di coordinamento permanente (riunione martedì 30 luglio) che mira alla nascita di un soggetto unitario di «tutte le forze che perseguono l'autodeterminazione del popolo sardo».
ALTERNATIVA L'obiettivo è, come dice Giorgio Asuni, leader di Casa Sardegna, «vincere le prossime elezioni regionali e governare nell'interesse dei sardi», e per raggiungere questo risultato, il Comitato si distacca dai partiti politici italiani che «hanno dimostrato di non avere le capacità e le possibilità di interpretare le esigenze attuali della Sardegna». L'invito è ai gruppi, alle associazioni, ai partiti e ai singoli per dare vita a una coalizione libera da «vecchie strumentazioni dei partiti tradizionali italiani e di quelli di matrice sovranista che subordinano la loro esistenza all'alleanza con essi», spiega Gianfranco Scalas, di Fortza Paris.
L'ANALISI Il quadro isolano, disegnato dai gruppi indipendentisti, è negativo e trovare una soluzione ai problemi risulta complicato a causa di «condizionamenti insiti nel rapporto con lo Stato italiano e con l'Unione europea». Questo condiziona, secondo il Comitato, le soluzioni. «Il settore industriale è in fase di dismissione e non esistono piani di rilancio», sottolineano, «stessa cosa per l'agricoltura, l'allevamento, la pastorizia, la pesca che continuano la loro lenta discesa». Il giudizio è negativo, anche a causa «della mancanza di politiche capaci di innestare un'inversione di tendenza all'interno delle politiche comunitarie». Non va meglio all'artigianato e al turismo, quest'ultimo «sofferente a causa dei costi di trasporto decisi dall'oligopolio di Cin, Tirrenia e Moby».
RAPPORTI CON IL M5S Un'apertura importante arriva nei confronti del Movimento 5 stelle, «unico elemento di novità che interpreta le esigenze di pulizia e innovazione». In Sardegna, però, «nonostante i segnali positivi, non ha ancora maturato proposte radicalmente innovative e risolutorie». (mat. s.)
