Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L'unione sarda. Cannavera, choc nel centrosinistra

La possibile candidatura del sacerdote divide la coalizione

Condividi su:

Dieci anni, quasi esatti: era il 9 agosto 2003 quando Renato Soru si prese il centrosinistra con una lettera ai quotidiani. L'annuncio-choc di don Ettore Cannavera, che ieri sull'Unione Sarda ha ventilato una sua possibile corsa alla presidenza della Regione, provoca reazioni simili a quelle registrate allora: un misto di interesse e diffidenza da parte del ceto politico. Certo, non è detto che la vicenda finisca allo stesso modo. A stoppare il prete di Dolianova potrebbe essere il Vaticano: ma se anziché la scomunica arrivasse un placet , potrebbe davvero concretizzarsi una novità politica clamorosa.
SCHIERAMENTI Cannavera non dice di volersi candidare per il centrosinistra, ma la sua disponibilità chiama in causa soprattutto quello schieramento. Non foss'altro perché l'idea è del sottosegretario alla Salute Paolo Fadda, del Pd. Però sono del Pd anche molti dei probabili candidati alle primarie di settembre. Forse anche per questo la novità suscita alcuni dubbi tra i democratici.
Cannavera riscuote consensi personali unanimi, nessuno ne discute acume e statura morale. Ma qualcuno si chiede se un uomo di Chiesa sappia gestire un ruolo politico così delicato. Chi dice invece di non provare «nessuna diffidenza» è Giampaolo Diana, capogruppo democratico in Consiglio regionale: «La candidatura di don Ettore mi farebbe piacere, lo conosco da una vita e ne ho una stima enorme. È una figura straordinaria, sarebbe un onore se scegliesse noi». Però «nel caso, anche lui dovrebbe passare dalle primarie».
Più distaccato il vicepresidente del Consiglio regionale Mario Bruno: «È una provocazione intelligente, don Ettore è un testimone credibile». Ma «a quale punto è arrivata la politica se, per essere credibili, per incarnare l'attenzione agli ultimi, per parlare di Vangelo e di Costituzione, deve candidarsi un sacerdote? Laicità e valori universali devono andare di pari passo. Dobbiamo rifondare la politica, selezionare meglio la classe dirigente, non improvvisare, trovare risposte serie e non demagogiche».
COMPETENZE Bruno, tra l'altro, è molto vicino a Renato Soru, che pure apprezza Cannavera (nel 2005 si disse che gli avesse proposto la candidatura alla Provincia di Cagliari, poi toccata a Graziano Milia). Nessun commento invece dal segretario del Pd Silvio Lai. Franco Marras, coordinatore della segreteria, a titolo personale dice che «don Ettore, che conosco e ammiro da 25 anni, forse sarebbe più utile al fianco di una persona individuata dalla politica, per aiutarla a seguire la via del bene comune. Sa certamente cosa può servire alla Sardegna; ma non so quanto conosca della macchina amministrativa».
È sulle stesse posizioni il deputato del Centro democratico Roberto Capelli. Due settimane fa, intercettando le voci sul sacerdote, aveva criticato «le proposte per la presidenza che si estendono dal mondo della cultura a quello della Chiesa, dall'impresa al cinema». E ora ribadisce: «Con tutto il rispetto, meglio scegliere i buoni nomi della politica. Non mi farei operare da un ingegnere, o costruire la casa da un medico».
CENTRODESTRA A sorpresa, l'apertura più netta è del deputato dei Riformatori Pierpaolo Vargiu: «Questo è un sasso nello stagno. Il primo, vero elemento di discontinuità, che piomba come un ciclone sulla stagnazione degli scenari politici sardi». Senza entrare in giudizi di merito «e senza che neppure sia noto lo schieramento - aggiunge Vargiu - la candidatura di Cannavera è comunque portatrice di una carica di innovazione che spinge i partiti a uscire dal loro fortino».
Parole di grande rispetto dal Pdl, ma il capogruppo consiliare Pietro Pittalis ricorda: «Abbiamo già un candidato forte, Ugo Cappellacci, che ha anche aperto alla possibilità di primarie se per caso emergessero altri nomi. Ma la priorità è il programma». Ettore Cannavera «è una personalità specchiata, la sua storia parla per lui: non vorrei però vederlo associato a una girandola di nomi del centrosinistra, che mette in secondo piano la discussione dei veri problemi dei sardi».
Giuseppe Meloni

Condividi su:

Seguici su Facebook