dal nostro inviato
Andrea Piras
ELMAS Ha chiesto aiuto, ha urlato. Sentiva, probabilmente, di non farcela, di non riuscire, questa volta, a tenersi stretta la vita. I colpi che qualcuno gli aveva assestato con un corpo contundente, forse un grosso bastone, avevan ocausato danni irreparabili al suo già fragile e provato organismo da tossicodipendente storico. Per questo, Ignazio Piroi, 49 anni di Elmas, un'esistenza carica di disperazione e una valanga di problemi legati alla droga che l'avevano reso famoso negli archivi di carabinieri e polizia, sabato sera ha cessato di vivere in un letto del Santissima Trinità dov'era stato trasferito d'urgenza per un malore.
LA SCOPERTA Un ricovero al pronto soccorso che aveva immediatamente svelato inquietanti retroscena di una serata finita nel peggiore dei modi. Poco importa se ancora la parola “omicidio” non sia finita ufficialmente nel suo personale fascicolo. Quegli ematomi che i medici hanno individuato sul suo corpo, già segnato da tante piaghe, potrebbero davvero essere riconducibili a una violenta aggressione. Il suo, o i suoi assassini, sono però ancora nell'ombra. I nomi, ammesso che Ignazio Piroi li conoscesse, se li è portati via con sé. Dovranno scoprirli gli investigatori, ripercorrendo le ultime ore della vittima.
LA VISITA Un arco di tempo tutto sommato limitato e compreso tra le cinque del pomeriggio e le venti. Alle 17 infatti, Ignazio Piroi si era presentato al Santissima Trinità. Lo faceva spesso per farsi assistere dai medici. Accusava malori, diceva di non star bene e aver bisogno di cure. Una verità legata al suo precario stato di salute che esaltava, continuamente, i suoi malesseri da assuntore di droghe.
IL RACCONTO «Sì, certo, come potevo non conoscerlo. Viveva solo, qualche volta riceveva alcuni amici», racconta un vicino di casa. «Io faccio i turni, lavoro in una società che assicura la vigilanza nei diversi parcheggi della Regione, ieri ( savato sera, per chi legge ) ero appena rientrato e ho visto l'ambulanza che portava via il signor Ignazio». Nulla di più. Come nessun sembra aver udito qualcosa, in quello stradello circondato da poche case, qualche azienda e parcheggi per camper che dalla statale 130 si addentra nella campagna. È stata un'altra vicina a sentire invece le richieste di soccorso e chiamare il 118. Al Santissima Trinità il disoccupato di Elmas (che aveva abitato anche a Sestu e in via Seruci, a Cagliari) è stato trattenuto per alcune ore. I medici lo hanno anche rianimato ma alla fine il cuore ha ceduto. Mezzanotte era passata da tempo. Shock emorragico addominale: dovrebbe essere questa la causa scatenante del decesso, anche se sarà l'autopsia (che eseguirà stamani il medico legale Roberto Demontis al Policlinico di Monserrato) a stabilire la verità su questa terribile morte provocata forse dalle bastonate.
GLI INQUIRENTI In via Corbino sabato notte sono arrivati carabinieri di Sant'Avendrace, del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia e del Nucleo investigativo del Comando provinciale. A loro il compito di scoprire l'assassino. L'inchiesta è affidata al sostituto procuratore Maria Virginia Boi.
