Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L'unione sarda. Il Galsi è più lontano, l'asse del metano ora si sposta a Est

Si tratta con l'Azerbaigian

Condividi su:

Il sogno del Galsi è ormai superato. A mettere una pietra sopra la realizzazione del gasdotto tra l'Algeria e la Sardegna per poi arrivare fino alla Toscana, e così trasportare il gas algerino nel nostro Paese, è l'accordo sottoscritto per far approdare un nuovo gasdotto in Italia, il Tap, che sbarcherà in Puglia e porterà il metano dall'Azerbaigian. Tanto più che il premier Letta, in visita ufficiale ad Atene nei giorni scorsi, ha parlato del progetto, visto che il gasdotto attraverserà la Grecia, prima di approdare in Puglia.
ADDIO GALSI Alcuni osservatori internazionali che studiano il mercato del gas ripetono da tempo, anche su riviste internazionali come Forbes, che il Galsi non vedrà mai la luce se venisse realizzato anche uno solo dei due gasdotti Southstream e Tap che dovrebbero trasportare gas in Italia dalla Russia e dal Caucaso. La scelta dunque è chiara: rivolgere l'attenzione verso l'Est e abbandonare il Nord Africa, dove peraltro è in stallo da tempo la trattativa tra il colosso algerino dell'energia, Sonatrach, e il nostro Paese per la realizzazione del Galsi. Gli elementi che fanno propendere verso il Tap (Trans Adriatic Pipeline) sono diversi. Intanto, in questo progetto, a differenza del Galsi, c'è dentro il colosso di Stato Eni. In secondo luogo, gli alti costi di realizzazione del Galsi, il cui tracciato sottomarino raggiungerebbe profondità record, fanno pendere l'asticella verso il Tap, che peraltro ha affossato anche l'altro gasdotto progettato per far arrivare il gas dall'Est, il Nabucco.
ADDIO BENEFICI L'addio al Galsi, la cui decisione definitiva per la realizzazione verrà presa nel maggio del prossimo anno, è sempre più vicino, dunque, e avrà ricadute negative per l'Isola. Lo si deduce dalle parole del Country manager del Tap, Giampaolo Russo, ascoltato nei giorni scorsi dalla Commissione industria del Senato. «Secondo uno studio di Nomisma Energia», ha spiegato il manager, «il Tap avrà un effetto totale (diretto, indiretto e indotto) di 290 milioni di euro nella sola fase di costruzione fino al 2018, mentre nei cinquant'anni di fase operativa sarà di altri 380 milioni».
CONFINDUSTRIA Gli industriali sardi, tuttavia, sperano che il progetto Galsi non venga abbandonato. «Chiediamo che il progetto, dotato di tutte le autorizzazioni, possa essere utilizzato per realizzare la rete interna ed eventualmente un collegamento con la Penisola», spiega il presidente regionale di Confindustria Alberto Scanu, «il precedente governo aveva preso questo impegno e ora si tratta di capire se sarà mantenuto». ( g. d. )

Condividi su:

Seguici su Facebook