Una sola società gestirà l'attuazione di tutti i punti franchi dell'Isola. Lo ha deciso il Consiglio regionale, che ha dato via libera anche alla legge sugli usi civici e al fondo di 10 milioni per il contrasto alla povertà . In tema di zone franche, il governatore Ugo Cappellacci ha ribadito che la Regione «non chiede allo Stato assistenzialismo ma strumenti efficaci per superare le difficoltà causate dall'insularità ».
ZONE FRANCHE Si chiamerà Sardegna free zone (non più Cagliari free zone) la società che si occuperà dei porti franchi isolani. La legge, votata all'unanimità , impegna la Giunta a chiedere la modifica di un decreto governativo del 2001 e a decidere entro 60 giorni i confini territoriali delle zone franche sarde: l'unica definita è il porto di Cagliari, all'appello mancano Portovesme, Arbatax, Oristano, Olbia e Porto Torres.
Novità anche dalla commissione Autonomia, che in serata ha inserito all'unanimità , nella legge sulla zona franca presentata in questo caso dal Psd'Az, la modifica dello Statuto speciale per consentire alla Regione di disporre esenzioni e agevolazioni fiscali per imprese e persone, e di istituire un sistema tributario proprio. «Con questi passaggi - dice il presidente della commissione Ignazio Artizzu - potremmo usare la leva fiscale per creare sviluppo».
USI CIVICI L'obiettivo della legge è migliorare la ricognizione dei terreni a uso civico. Alcune norme urbanistiche permetteranno di accelerare l'iter di interventi già convenzionati. Contrario Carlo Sechi (Sel): «Non vorrei che cambiasse la destinazione di beni a disposizione della collettività ». Invece per il capogruppo Pdl, Pietro Pittalis, la legge «consentirà ai Comuni di predisporre piani adeguati e superare vincoli anacronistici».
POVERTÀ La legge destina 10 milioni ai Comuni per il contrasto alla povertà . Nonostante il voto unanime sono emerse critiche, come quella di Gian Valerio Sanna: «Le risorse sono insufficienti e alcuni Comuni rischiano di essere penalizzati». Il plauso arriva dagli assessori del Bilancio e della Sanità , Alessandra Zedda e Simona De Francisci: «È una risposta necessaria alle richieste dei Comuni, che potranno far fronte alle esigenze dei cittadini».
«La legge accoglie le nostre richieste - conferma il presidente Anci Cristiano Erriu - e serve da base di partenza per ripensare le modalità di intervento». Il direttore Anci Umberto Oppus evidenzia come «i dati vedano ora un riallineamento alle spettanze 2012».
Matteo Sau
