Altri tre inviti a comparire davanti al magistrato, altri tre indagati nell'inchiesta bis sui fondi ai gruppi del consiglio regionale della Sardegna: tutti politici attualmente o in passato nelle file dell'Udc, tutti accusati di peculato. Si tratterebbe di Andrea Biancareddu, assessore regionale all'Ambiente, Alberto Randazzo (ex Udc, oggi Pdl) e Franco Cuccu. Vanno ad aggiungersi a Sergio Milia, assessore regionale alla Cultura, e Sergio Obinu, anch'essi dell'Udc, che avevano ricevuto lo stesso invito lo scorso 11 luglio su iniziativa del pubblico ministero Marco Cocco, lo stesso titolare dell'indagine sui venti consiglieri ed ex consiglieri che tra il 2004 e il 2008 fecero parte del gruppo Misto e di Sardegna Insieme già finiti davanti ai giudici con l'identica accusa di peculato. L'interrogatorio di Randazzo, Biancareddu e Cuccu, quest'ultimo non più consigliere, dovrebbe tenersi a settembre. Devono rispondere ciascuno del ruolo che hanno rivestito per contro del partito nella passata legislatura: Randazzo e Biancareddu sono stati anche capigruppo con delega di firma.
INCHIESTA BIS A far scattare il nuovo filone era stato l'interrogatorio cui si era sottoposto lo scorso ottobre Adriano Salis, l'esponente dell'Idv coinvolto nella prima inchiesta che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. All'udienza preliminare Salis aveva risposto alle domande del pm Cocco e del gup Cristina Ornano dando quell'indicazione necessaria la cui mancanza fino ad allora aveva impedito alla Procura di estendere l'indagine anche agli altri gruppi. Salis non aveva fatto nomi ma aveva spiegato che tutti utilizzavano quei soldi, destinati a finanziare l'attività istituzionale e politica del gruppo, con una certa disinvoltura. Cocco aveva iniziato gli accertamenti su tutti i gruppi politici che avevano fatto parte del Consiglio regionale nelle precedente e nell'attuale legislatura cercando di verificare come fossero stati utilizzati i circa 24 milioni di euro di cui hanno usufruito i partiti sardi dal 2004 a oggi.
I SOLDI A Sergio Milia viene contestato l'indebito utilizzo di 90 mila euro nel periodo in cui, tra il 30 luglio e il 22 dicembre 2009, era amministratore e tesoriere del gruppo consiliare del suo partito. Accusa praticamente identica per Obinu, successore di Milia nell'incarico di tesoriere dell'Udc.
Andrea Manunza
