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L'unione sarda. Master&Back, nuove proteste

Gli studenti chiedono la rettifica del bando. Tunis: i criteri garantiscono assunzioni stabili

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Tempi troppo ristretti, assenza di una vera e propria meritocrazia e una richiesta di cofinanziamento troppo alta ad aziende ed enti pubblici. Per un gruppo di più di 30 laureati sardi con tanto di master e specializzazioni alle spalle nelle migliori università italiane ed europee sono questi i punti deboli del bando per il percorso di rientro del programma Master&Back della Regione.
I PROBLEMI Criticità che si inseriscono in un forte periodo di crisi economica come ricorda Salvatore Nieddu, uno dei tanti giovani plurispecializzati: «Il bando è abbastanza discutibile in quanto viene chiesta all'ente ospitante una quota di finanziamento troppo alta, 35 o 45% rispettivamente per 2 o 1 anno di attività lavorativa. Percentuale che in epoca di spending review (per gli enti pubblici) o di profonda crisi per i privati è difficile da attuarsi. Inoltre, chi ha fatto il back, utilizzando i bandi precedenti, non aveva il problema del cofinanziamento. La quota era totalmente a carico della Regione». Contestato anche il fatto che non il merito ma l'ordine cronologico di spedizione della domanda costituisce un criterio per la graduatoria e l'assegnazione delle borse.
È tutta in salita la strada anche per il villacidrese Francesco Casti, laureato in lingue con un master in linguistica e un dottorato a Manchester concluso con una tesi sperimentale sulla morfosintassi della lingua sarda: «Le domande possono essere inviate dal 26 agosto. Più che l'ordine cronologico - spiega - dovrebbero essere assunti come criteri centrali questioni di merito quali il curriculum del candidato e dell'ente ospitante. L'Università di Cagliari ha approvato il progetto linguistico che ho presentato, ma non posso svolgerlo perché l'ente deve sborsare un 35% che non può permettersi. L'ideale sarebbe una rettifica del bando 2013 che non preveda l'obbligatorietà, da parte delle università, di versare alcuna somma di denaro in modo da avviare più facilmente dei progetti di ricerca».
LA REGIONE Ma Stefano Tunis, direttore dell'agenzia regionale per il lavoro ribatte alle contestazioni: «Il bando è concreto e risponde alle esigenze del mercato del lavoro: è stato fatto sulla base dell'esperienza raccolta negli ultimi anni. Il fatto che un'azienda cofinanzi è un indice di interesse. Le imprese stanno prendendo lavoratori con meno del 50% del loro costo: rispetto al passato non si può andare in un'azienda e dire “prendimi tanto è gratis”. Ora si vogliono premiare le imprese che stipulano un contratto a tempo indeterminato. Le possibilità di prosecuzione del posto di lavoro sono molto più alte in chi dà il cofinanziamento: non vogliamo creare una classe di futuri disoccupati. Le domande sono accolte in ordine di arrivo: è una procedura a sportello».
Gigi Pittau

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