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L'unione sarda. Il piano energetico prevede 4 impianti

Nelle aree di Sarroch, Arbatax, Santa Giusta e Porto Torres

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Il piano presentato dal gruppo Clivati, con la consulenza della società genovese Poyry, individua nel Sulcis, e più precisamente a Portoscuso, il luogo ideale per la realizzazione di un impianto di stoccaggio e rigassificazione, visto che proprio in quell'area era previsto peraltro l'approdo del gasdotto Galsi, nel tratto di collegamento tra l'Algeria e la Sardegna. Quest'area, già sufficientemente compromessa sul fronte ambientale e dove sono presenti alcune importanti aziende energivore, secondo lo studio della società genovese incaricata dal gruppo Ottana Energia, avrebbe tutte le caratteristiche per ospitare un progetto di questo genere. Anche perché, pur con il sostegno di finanziatori privati, potrebbe essere inserito tra i progetti sostenuti dal bando sul piano Sulcis, per la parte che riguarda la realizzazione della rete necessaria a trasportare il gas metano nel resto dell'Isola.
IL PIANO ENERGETICO Va detto, però, che il piano energetico regionale varato nel 2006 prevedeva numerose possibilità per la realizzazione di un impianto di rigassificatore. Come viene ricordato dallo stesso studio della società Poyry, infatti, erano quattro le possibili localizzazioni individuate nell'Isola: Sarroch, dove già esistono gli impianti della Saras per l'attracco delle petroliere, e Arbatax, dove il porto invece viene utilizzato tendenzialmente solo per il traffico (abbastanza ridotto) merci e passeggeri, a parte la realtà industriale dell'Intermare. Ci sono poi anche gli approdi di Santa Giusta, all'interno del porto di Oristano, dove di recente si è parlato della possibile realizzazione di un impianto di stoccaggio di gas metano, e infine quello di Porto Torres. Qui, in passato, era stata avanzata l'ipotesi di realizzazione di un rigassificatore per alimentare la centrale elettrica di E.On, nel nord Sardegna, che continua a produrre energia bruciando olio combustibile, nonostante da tempo sia prevista la riconversione di due gruppi, con l'utilizzo del carbone. ( red. ec. )

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