Ivan Paone
È proprio vero, i peggiori nemici si annidano in casa, almeno in politica. Ugo Cappellacci, per rintuzzare l'azione avvolgente di Pili (compagno di partito del Pdl eppure suo acerrimo rivale), ha messo il cappello sulle primarie del centrodestra, facendo venire il mal di pancia ai Riformatori, che per primi avevano pensato a questa soluzione per individuare il candidato governatore. Francesca Barracciu non ha fatto in tempo, in maniera limpida e politicamente ineccepibile, ad avanzare la sua candidatura alle primarie del centrosinistra, che è stata raggiunta dall'altolà di Enrico Piras, segretario regionale dell'Unione popolare cristiana. Barracciu si candidi pure - questo il senso dell'avvertimento - ma non si sogni di condurre alcun genere di trattativa, compito che spetta alla coalizione. E poi, giusto per aumentare il carico, l'invito «a non eccedere negli entusiasmi», che invece è quello che dovrebbe avere un candidato presidente, per affrontare prima la difficile battaglia per le primarie e poi quella per le regionali.
Il bello (o il brutto) è che l'ammonimento di Piras trova più di un sostenitore nel Pd, che poi sarebbe il partito della Barracciu. Da qui la conferma che i nemici più accaniti, almeno nelle elezioni regionali del prossimo febbraio, si troveranno dietro l'uscio di casa. Hai voglia a parlare di programmi, di idee, di innovazione, di slancio per trascinare la nostra povera Isola al di fuori delle secche di una crisi che morde le famiglie in maniera drammatica. Al momento, quello che i partiti hanno messo in campo sono i soliti intrighi di palazzo. Senza ancora rendersi conto che le persone (ovvero gli elettori) sono stufe di tutto questo.
