Falsa partenza per le primarie del centrodestra. Motivo ufficiale: Cappellacci ha perso il primo aereo del mattino da Fiumicino e il ritardo nel rientro dalla missione romana lo ha costretto ad annullare il vertice della maggioranza convocato per mezzogiorno a Villa Devoto. «Nessun retroscena, solo una questione di voli», fanno notare dallo staff presidenziale giustificando il rinvio di una settimana. Il tempo necessario per far smaltire i malumori che popolano la coalizione di governo. Non sarà facile.
ALTOLÀ I Riformatori per esempio non hanno fatto mistero delle loro perplessità . Il loro coordinatore l'ha confermato per iscritto, sostenendo che di primarie non se ne parla fino a quando la maggioranza di centrodestra non darà prova di compattezza approvando la legge elimina-province anche a costo di saltare le ferie. «Da sempre siamo favorevoli alle primarie per la scelta dei candidati alla presidenza della Regione», spiega Michele Cossa. «La decisione di Cappellacci, presidente uscente, di sottoporsi alle primarie merita perciò un plauso. Detto questo, per i Riformatori ogni discussione sulle alleanze e quindi sulla partecipazione a elezioni primarie è legata alla risoluzione definitiva del nodo della legge sul riordino degli enti locali e sull'abolizione delle Province».
IL CASO-PILI Anche se sotto traccia, in casa Pdl c'è ancora molta confusione. Mauro Pili ha fatto capire di guardare con distacco all'accelerazione imposta da Cappellacci. «Pseudo-primarie», le ha definite, di fatto tagliandosi fuori da una consultazione che non è mai stata nelle corde del popolo del centrodestra. Nelle scelte finali hanno sempre contato i sondaggi, unico dato tenuto in considerazione da Berlusconi quando è stato chiamato a dire l'ultima parola (fresco precedente l'ordine di lista nei collegi sardi per le elezioni politiche). Domanda: sarà così anche per le regionali?
SARDEGNA DOMANI Alle primarie c'è già comunque una candidatura ufficiale: quella di Mario Diana, consigliere regionale in libera uscita dalla maggioranza e dal Pdl assieme alla presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo. «Sono certo che il risultato della consultazione rappresenterà un'amara sorpresa per alcuni. Io, dal canto mio, ho intenzione di fare tutto il possibile per rilanciare un partito e una coalizione a patto che si liberino di chi, nel corso di questa legislatura, unendo l'insipienza all'arroganza ha frantumato il centrodestra e portato l'Isola al tracollo». Il governatore gli ha subito risposto dicendogli che non lo considera suo avversario e per un motivo molto semplice: le primarie del centrodestra non sono aperte agli esponenti dell'opposizione come Diana. «Se vuole vada alle primarie del centrosinistra». Quanto invece alla consultazione del centrodestra, Cappellacci auspica «una competizione leale, un grande momento di partecipazione popolare con persone di valore e idonea ad innescare una dialettica positiva e costruttiva nello schieramento di centrodestra. Non mancheranno candidature di ottimo livello».
LA PARTITA Il neonato movimento nato dalla costola destra del Pdl è pronto a scendere in gara. «Fratelli d'Italia», spiega il capogruppo Matteo Sanna. «è nato dalla richiesta e dalla voglia della gente di poter partecipare e scegliere direttamente i propri rappresentanti nelle Istituzioni. Per questo ci rende orgogliosi che la Sardegna sia la prima regione in Italia in cui il centrodestra intende lanciare il prossimo candidato alla carica di governatore attraverso lo strumento delle primarie». La partita è appena cominciata.
Antonio Martis
