SORGONO L'area della Barbagia-Mandolisai sta risentendo più di altre delle problematiche economiche e sociali derivanti dalla crisi. Un territorio un tempo florido e ricco di attività soprattutto nel settore agricolo che negli ultimi anni è stato vittima dello spopolamento, dell'invecchiamento demografico e di un progressivo e inesorabile ridimensionamento dei servizi pubblici e privati. Tanto per fare alcuni esempi Sorgono ha perso in un solo colpo il punto nascita dell'ospedale San Camillo e la sezione staccata del Tribunale di Oristano.
DECLINO INARRESTABILE Un arretramento pericoloso in tema di sanità e di giustizia, servizi fondamentali per i cittadini che somma ulteriori difficoltà su un territorio già di per se svantaggiato a causa delle diseconomie derivanti dalla posizione geografica. «Una situazione difficile che dev'essere arginata attraverso l'attuazione di politiche di sviluppo mirate»: Rinaldo Arangino, sindaco di Belvì e vicepresidente del Gal Barbagia Mandrolisai, ha la consapevolezza di una pericolosa deriva. E le cifre confermano ansie e preoccupazioni.
NUMERI IN ROSSO Nei 13 Comuni dell'area (Aritzo, Atzara, Austis, Belvì, Desulo, Gadoni, Meana Sardo, Ortueri, Ovodda, Sorgono, Teti, Tiana e Tonara) si registra, infatti, un sensibile decremento demografico (6 per cento in soli 5 anni) con un calo specifico di oltre mille abitanti e un indice di vecchiaia medio che supera i 200 punti: in pratica la due over 65 ogni under 14. Ma non è tutto. La disoccupazione si conferma in crescita e si attesta intorno al 17,5 per cento mentre il reddito medio precipita a quota 17.273,53 euro, circa duemila euro in meno rispetto alla media provinciale e tremila a quella regionale.
ISTITUZIONI IN FUGA Dal lato dei servizi, invece, la soppressione del Tribunale e del reparto nascite dell'ospedale di Sorgono, costituisce solo l'esempio più lampante di una realtà fatta di uffici postali e bancari che aprono a singhiozzo e della chiusura di diversi istituti di formazione primaria. Situazione preoccupante, quindi, compensata seppur marginalmente dallo spiccato spirito imprenditoriale del territorio che vede inella Barbagia di Belvì e nel Mandrolisai la presenza di 8,27 imprese ogni cento abitanti con produzioni di eccellenza fortemente radicate nel territorio soprattutto nei settori dell'agroalimentare e dell'artigianato, riconosciute qualche settimana fa anche dalle Regione che ha esteso agli imprenditori della zona la possibilità di accedere agli incentivi previsti per le aree di crisi.
AMMINISTRATORI IN TRINCEA «La situazione che attualmente stiamo attraversando non è certo delle migliori - afferma Rinaldo Arangino - e l'unico modo che noi abbiamo per uscire dalla crisi è quello di puntare sulla qualità delle produzioni, sulla formazione, sull'innovazione e sulla sostenibilità ambientale. Bisogna abbandonare l'erronea convinzione che i turisti possano essere attratti solo dalla bellezza dei centri storici».
POTENZIALITÀ INESPRESSE «Per questo motivo - aggiunge il sindaco di Belvì - dobbiamo saper offrire maggiore qualità , sia nell'ospitalità che nell'agroalimentare valorizzando e promuovendo tutte quelle attività ricreative incentrate a far apprezzare ulteriormente il nostro ambiente, che a mio avviso sarà il vero motore di sviluppo delle zone interne».
Simone Tatti
