Trenta passaggi burocratici per arrivare a mettere la prima pietra di una qualsiasi opera pubblica. «E se non intervengono eventi straordinari occorrono due anni per il cantieramento»: così assicurano negli uffici dell'Ance, l'associazione dei costruttori sardi. Le opere pubbliche sono impantanate nella palude burocratica, figuriamoci cosa succede quando invece il cantiere riguarda opere minori che portano via al massimo qualche giornata di lavori. Esempio: un piccolo alloggiamento del contatore Enel va autorizzato da almeno cinque uffici se per caso ricade all'interno di un centro storico e di una zona sotto tutela (che poi alla resa dei conti vuol dire mezza Sardegna). «Il fatto è che l'aria per l'edilizia si è fatta irrespirabile in Sardegna», commenta Maurizio De Pascale, presidente regionale dell'associazione costruttori. A febbraio ha presentato un dossier-choc sulla crisi delle costruzioni, una fotografia impietosa di un declino che non si può spiegare soltanto con gli effetti della crisi generale. «Stimiamo che nell'isola ci siano tra i cinque e i sei miliardi (miliardi , non milioni ndr) di opere che non possono partire, soffocate sotto la coltre di intoppi burocratici«: Con effetti devastanti per chi dal mattone sostiene la famiglia o da lavoro agli altri. Un anno fa la Sardegna contava 48 mila addetti nelle costruzioni (la metà del settore industriale) con un calo del 10 per cento rispetto al 2011. Nei primi tre mesi di quest'anno la caduta è continuata con una flessione degli occupati del 13, 7 per cento. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è quintuplicato con forti aumenti della cassa integrazione in deroga «il cui ricorso», spiega l'Ance, «è maggiormente collegato a situazioni di crisi strutturale delle aziende». Lo dimostra il numero di fallimenti, negli ultimi quattro anni 262 imprese hanno dovuto portare i libri in Tribunale. «Se si sbloccano due miliardi di lavori», conclude De Pascale,« si potrebbe assorbire l'intera manodopera edile oggi in cassa integrazione». Basterebbe un colpo d'accetta sulle troppe carte e i doppioni. (a.ma.)
