Nel giorno in cui ha deliberato il ricorso alla Consulta sulla legge elettorale sarda, il Consiglio dei ministri ha invece dato via libera ai commissariamenti delle Province, decidendo di non impugnare la legge che li ha consentiti (approvata poco più di un mese fa dal Consiglio regionale). Un buon risultato per i Riformatori sardi, principali sostenitori dello scioglimento degli enti intermedi e - di conseguenza - dei loro commissariamenti. Ma sempre i Riformatori denunciano una nuova spesa, a loro avviso «scandalosa», da parte di una Provincia, precisamente quella di Sassari: come segnala il coordinatore Michele Cossa in un'interrogazione alla Giunta, sarebbe stato concesso «un bonus d'oro da 615mila euro per nove fortunatissimi dirigenti».
Ciascuno di loro, rivela Cossa, ha ricevuto per i risultati ottenuti nel 2012 oltre 68mila euro lordi, «in aggiunta a stipendi di circa 90mila euro l'anno. Anziché liquidare se stessa (come i sardi hanno chiesto nel referendum), la Provincia di Sassari ha pensato bene di liquidare una montagna di denaro a una parte dei propri dirigenti». Insomma, «ci si lamenta dei pochi soldi per strade e scuole e poi si spendono erogando super bonus»: perciò i Riformatori chiedono alla Giunta regionale un quadro complessivo sulle spese del personale delle Province, sul numero dei dirigenti e sul loro trattamento economico, «compresi i premi di produttività ».
