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L'unione sarda. Sel avverte gli alleati: «Così le primarie possono indebolirci»

E oggi parla Michela Murgia

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Le primarie, se diventano uno scontro tra persone, possono indebolire il centrosinistra. È la preoccupazione espressa dai due parlamentari di Sel, il senatore Luciano Uras e il deputato Michele Piras, in una lettera aperta agli alleati, cui chiedono un incontro urgente.
Il dibattito sulle primarie continua ad animare anche il centrodestra. Fuori dai due poli, invece, oggi Michela Murgia dovrebbe annunciare la sua candidatura alla presidenza della Regione. L'appuntamento è per le 20 al teatro Eliseo di Nuoro, nel corso di un dibattito inserito nei “Dies de festa” di Progres che hanno preso il via ieri.
IL CENTROSINISTRA «Le primarie sono uno strumento importante», ribadiscono Uras e Piras, e finora «tante importanti figure del centrosinistra hanno espresso la propria disponibilità a una candidatura, e tante si annunciano». Ma vi sono «tentativi dal campo avverso» che vorrebbero «trasformare il legittimo confronto in conflitto tra i protagonisti e i loro sostenitori».
Per evitare «un indebolimento dello schieramento avanzato della politica sarda», Sel invoca «una sede ampia di confronto, soprattutto sotto il profilo programmatico e del metodo di governo, capace di evitare ogni rischio di divisione». L'obiettivo, par di capire, non è necessariamente una candidatura unitaria, che faccia saltare le primarie, ma quanto meno un restringimento del campo, per evitare una lotta fratricida e individuare candidati che sappiano «coniugare competenze politiche con riconoscibili sentimenti di solidarietà verso chi soffre, verso il mondo del lavoro e della produzione in difficoltà».
IL CENTRODESTRA Sull'altro fronte fa discutere la scomunica del governatore Ugo Cappellacci contro Mario Diana, che aveva annunciato la candidatura. La ragione è il suo passaggio all'opposizione consiliare, nel gruppo “Sardegna è già domani” che comprende anche la presidente del Consiglio Claudia Lombardo. Sia Diana che Lombardo hanno sempre precisato di uscire dal gruppo Pdl, non dal partito: facile immaginare che della questione si parlerà ancora.
Intanto Fratelli d'Italia fa sapere che presenterà un nome alle primarie. Lo dicono Antonello Liori, Matteo Sanna e Fabrizio Rodin: «La nostra partecipazione non è contro qualcuno, in questa fase bisogna saper costruire e non dividersi in fazioni e personalismi esasperati». Chi parteciperà alle primarie, aggiungono, dovrà impegnarsi a «sostenere lealmente il vincitore». (g. m.)

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