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La nuova sardegna. Il pm: lesioni alla moglie, condannate l’ex prefetto

L’accusa chiede sei mesi con rito abbreviato per Vincenzo D’Antuono Nella prossima udienza, a inizio gennaio, la parola passerà alla difesa

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di Valeria Gianoglio

NUORO Non c’era, l’ex prefetto di Nuoro, Vincenzo D’Antuono, quando ieri mattina, al termine della sua requisitoria, il pm Laura Taddei ha chiesto per lui «una condanna a sei mesi per lesioni» nei confronti dell’ex moglie Elena Pricca. C’era quest’ultima, invece, e nel corso dell’udienza le è scesa anche qualche lacrima. Era stata lei, nel dicembre del 2009, a denunciarlo. «Mi ha aggredito, è geloso, e mi impedisce di uscire» era stato, in sintesi, ciò che aveva raccontato alle forze dell’ordine che la ascoltavano con un po’ di imbarazzo, visto che la vicenda non riguardava proprio due persone qualunque. E da lì era scoppiato l’inferno. Un caso finito in tribunale ma anche sul tavolo del ministero dell’Interno: D’Antuono, per evidenti ragioni di opportunità, era stato spostato da Nuoro. Attualmente è prefetto di Pescara. L’indagine era partita, ma la Procura inizialmente aveva deciso di archiviarla perché riteneva che nei confronti dell’ex prefetto nel corso delle indagini non fossero emersi elementi tali da meritarne un rinvio a giudizio. Il gip era stato di parere in parte diverso e aveva disposto l’imputazione coattiva ma per un solo capo d’imputazione: quello di lesioni. Cadeva, dunque, l’accusa di maltrattamenti. E siamo a ieri, dunque, con l’avvio del processo davanti al gup del tribunale di Nuoro. La difesa di D’Antuono, rappresentata dall’avvocato Giannino Guiso, nella scorsa udienza aveva infatti deciso di chiedere il rito abbreviato. Il gup deciderà dunque allo stato degli atti già raccolti nella fase delle indagini. Ieri mattina, pertanto, nessun testimone è stato sentito, ma le parti hanno soltanto preso la parola per ricostruire, atti e verbali dell’epoca alla mano, la loro verità. La parola è passata all’accusa, con il pm Laura Taddei, e alla parte civile, per l’ex moglie, rappresentata dall’avvocato Gianluigi Mastio. «Chiedo che l’imputato venga condannato a sei mesi» ha ripetuto, alla fine della sua requisitoria, il pm Taddei. La pena richiesta sarebbe stata più consistente se non fosse che il pm ha applicato lo “sconto” legato al rito abbreviato, e ha considerato come attenuante il fatto che D’Antuono fosse incensurato. La parte civile, come da prassi, si è associata a questa richiesta, e ha aggiunto una richiesta di risarcimento con una provvisionale di cinquemila euro. Nella prossima udienza, fissata dopo la pausa natalizia delle udienze, il 9 gennaio, la parola passerà alla difesa di Vincenzo D’Antuono, ovvero al suo avvocato di fiducia, Giannino Guiso. Che sin dall’inizio della vicenda ha sempre sostenuto come le accuse dell’ex moglie di D’Antuono fossero del tutto prive di fondamento. La sentenza potrebbe arrivare già dalla prossima udienza.

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