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L'unione sarda. Su Tempiesu alla battaglia

ORUNE. La coop che gestisce il sito nuragico chiama in causa il Comune

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ORUNE Otto mesi che non ricevono lo stipendio e adesso, con il conto corrente, anche la pazienza è agli sgoccioli. «La nostra vuole essere una protesta silenziosa ma decisa», avverte Peppino Goddi, 57 anni, guida turistica e socio fondatore della cooperativa Larco che a Orune gestisce da più di tre lustri il sito nuragico di “Su Tempiesu”. Così da oggi, lui che è anche rappresentante legale del sodalizio si piazzerà giorno e notte davanti alla fonte sacra risalente all'Età del Bronzo e avvierà lo sciopero della fame. La speranza è che, prima delle divinità nuragiche, l'appello venga raccolto dall'amministrazione comunale e dalla Regione.
IL DISAGIO DEL SETTORE «Il nostro - sottolinea Peppino Goddi - vuole essere un grido di dolore non solo riguardo la situazione contingente ma anche per sollecitare la tanto attesa riorganizzazione del sistema di gestione dei beni culturali, partendo dalla tutela degli operatori di pari passo con quella dei monumenti». La «situazione contingente» è quella di chi non vede una busta paga da otto mesi. Stipendi che vengono pagati interamente dalla Regione con fondi versati nelle casse dei Comuni. Il punto è che da Cagliari i soldi sono arrivati, anche se in ritardo, ma l'amministrazione comunale non paga per via dei vincoli del patto di stabilità. «È questo ciò che succede - avverte Goddi -. A causa delle lungaggini nell'approvazione della Finanziaria regionale, i fondi arrivano agli enti locali con un ritardo di due, tre mesi. A questo punto inizia un altro iter non meno farraginoso. I Comuni, che devono trasferire il finanziamento alle società che gestiscono i siti o i musei, bloccati dal fantasma del patto di stabilità e dall'approvazione del bilancio non possono utilizzare questi fondi che rimangono parcheggiati nelle loro casse per altri tre, quattro mesi». Una situazione paradossale, la definisce il portavoce della cooperativa. «Perché noi, creditori degli enti pubblici, dobbiamo comunque assolvere al pagamento di tasse varie, F24, oneri assicurativi eccetera, entro le scadenze previste, anche per non incorrere in sanzioni o, peggio ancora, non ottenere il Durc, il certificato necessario per il saldo delle fatture».
L'IMPEGNO Sono cinque, i soci della coop di Orune. «Il sodalizio è nato nel '91, quando ci occupavamo di scavi archeologici. Dal '96 curiamo la gestione di “Su Tempiesu”». La fonte sacra, risalente al tredicesimo secolo avanti Cristo, è tra i monumenti nuragici più straordinari. «Accogliamo una media di 4500 visitatori all'anno. Numeri forse non stratosferici, ma comunque importanti in un paese come il nostro che non ha una vocazione turistica». Evidentemente, nel suo piccolo, Orune è comunque una delle tappe negli itinerari del turismo culturale. Peccato, però, che in Sardegna ancora non ci sia una rete, un percorso ragionato dei siti e dei monumenti. «Forse ci sono storie ben più brutte, ma sarebbe comunque opportuno non sottovalutare situazioni di disagio come la nostra, che potrebbero portare alla morte di sodalizi che lavorano da anni per la tutela del patrimonio culturale».
Piera Serusi

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