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L'unione sarda. Legge 44, imprese fuori dal tunnel

Le aziende indebitate salvate dalla Regione con l'ok della Ue

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Arriva la svolta per cinquemila imprese agricole: la legge 44 del 1988 è ormai acqua passata. I finanziamenti agevolati - giudicati illegittimi dall'Unione europea - saranno considerati aiuti in regime di “de minimis”, cioè di importanza minore e previsti dalle norme comunitarie.
I NUMERI Si chiude così la vicenda della restituzione dei contributi, complessivamente 32,532 milioni di euro, ottenuti da 4.947 imprenditori sardi. Per la maggior parte di loro (esattamente 4.243) - che non avevano comunque pagato gli oltre 26 milioni di euro di interessi non dovuti e chiesti indietro da Bruxelles - nulla cambia. Discorso diverso per le restanti 704 che avevano restituito in modo volontario la quota di interessi, considerata illegittima dalla Ue: queste aziende otterranno il rimborso automatico dell'importo versato attraverso l'agenzia Argea. Contestualmente, la Regione cercherà di trovare una soluzione con le banche per salvare le imprese che, sempre a causa della legge 44, sono finite all'asta.
LA REGIONE La soluzione è stata ufficializzata ieri, alla presenza delle organizzazioni agricole, dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e dall'assessore regionale dell'Agricoltura, Oscar Cherchi, che hanno annunciato l'approvazione di una delibera di Giunta che prevede «il percorso risolutivo» del problema. «Questa legge ha creato tragedie personali in una serie di casi», ha ricordato Cappellacci, «la legge 44/88, nata come forma di sostegno per l'agricoltura, si è rivelata una vera e propria trappola per tutti quelli che ne usufruirono. Nel 2011 abbiamo sottoscritto l'accordo con le organizzazioni agricole per avviare un percorso e proprio una delle soluzioni era quella di considerare quei contributi erogati in regime di de minimis», ha aggiunto Cappellacci. «A maggio abbiamo formalizzato la richiesta all'Unione europea e la risposta è stata positiva». Secondo Cherchi, «dopo 25 anni di sofferenza, rispettando le regole e le norme europee, siamo riusciti a risolvere un difficile problema del quale non sentiremo più parlare perché la vicenda è chiusa. Abbiamo anche deciso di affrontare la crisi di aziende all'asta attraverso strumenti quali il microcredito».
LA VICENDA La partita della legge 44 affonda le radici nel tempo. Esattamente, risale al 13 dicembre del 1988. Quando, con la legge regionale 44, si autorizzò l'Amministrazione regionale a concedere incentivi alle aziende agricole che avessero subito, a causa «di avverse circostanze o eventi, la compromissione dei bilanci economici». Con la delibera della Giunta del 26 giugno 1992 la Regione diede quindi il via all'erogazione dei contributi in favore delle aziende agricole indebitate.
BRUXELLES Successivamente, però, nell'agosto del 1994, la Commissione europea comunicò alla Regione la decisione di avviare una procedura di infrazione contro la legge 44 del 1988 e la conseguente delibera di attuazione. Risultato: tutto da annullare. Tuttavia, dal canto suo, la Regione ignorò la comunicazione di Bruxelles, proseguendo nell'erogazione dei contributi, almeno fino al 2 ottobre del 1996. Dopodiché, a nulla sono valsi i successivi interventi intrapresi dalla stessa Regione nei confronti delle istituzioni comunitarie per ripristinare le erogazioni a favore del comparto agricolo. Una strada difficile che, negli anni, ha provocato un forte innalzamento del debito degli imprenditori agricoli nei confronti delle banche. «Abbiamo restituito prospettiva all'agricoltura sarda», ha concluso Cappellacci. «Ora occorrerà intensificare gli sforzi per avviare una nuova stagione di crescita e sviluppo delle aziende agricole».
Lanfranco Olivieri

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