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L'unione sarda. Salis replica: «Nessuna spesa personale»

L'INCHIESTA SUI FONDI AI GRUPPI. L'ex consigliere regionale dell'Idv a processo per peculato davanti al Gup respinge le accuse

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«Il pm ha dichiarato che risultano validamente giustificati, con verifica della polizia giudiziaria, 44 mila euro sui 62 mila contestati e ha chiesto che venissero fornite giustificazioni su alcune fatture e ricevute che, a suo parere, parrebbero attinenti più a manifestazioni politiche che prettamente istituzionali. Confermo quindi che la somma contestata parrebbe essere 18 mila euro, e non più 62 mila, e che non mi è stata contestata alcuna spesa che possa anche lontanamente essere definita di carattere personale». È quanto afferma Adriano Salis, l'ex consigliere regionale dell'Idv per il quale - è un dato di fatto - mercoledì il pm Marco Cocco ha chiesto al Gup di Cagliari Cristina Ornano la condanna a tre anni di carcere per peculato, senza alcuna attenuante, nell'ambito di uno dei processi nato dalle inchieste sui fondi ai gruppi.
Salis poi aggiunge: «Contesto l'affermazione che avrei proceduto “all'acquisto di un'auto nuova per la campagna elettorale delle politiche del 2008”. Ho sì acquistato una macchina, dopo aver distrutto la precedente, ma l'ho comprata esattamente il 27 ottobre 2009, di seconda mano su Internet da Autobaselli.it e, chiaramente, con soldi miei e non certo con i fondi del gruppo consiliare». A parlare delle spese affrontate per la propria personale campagna elettorale del 2008, quando era capolista Idv al Senato, era stato però lo stesso Salis nelle dichiarazioni spontanee che fece al pm l'11 luglio 2010. «Nel febbraio-marzo 2008 - disse -, quando era necessario prepararsi in vista delle elezioni al Parlamento, mi trovai nella necessità di intensificare l'attività politica sul territorio, per far conoscere il lavoro svolto in seno al Consiglio e per dare conto dell'esito del mandato conferitomi. Tale intensificazione mi condusse a viaggiare per tutto il territorio dell'Isola, con forti spese per il carburante e addirittura incorrendo nel guasto dell'autovettura, che letteralmente avevo fuso. Avendo necessità di disporre di maggiori risorse finanziarie riconsiderai la mia posizione in relazione ai contributi e decisi, forse sbagliando, di ritirare una volta 13.500 euro e altri due assegni per un importo di 7.500 euro ciascuno».
Risulta inoltre che Salis ha consegnato pezze giustificative per un importo superiore ai 63 mila euro contestatigli, ma il pm in requisitoria ha spiegato che proprio questo fatto sarebbe la prova del peculato: «L'imputato non faceva alcuna distinzione fra i soldi percepiti a titolo di indennità e quelli destinati invece all'attività politico-istituzionale del Gruppo». Tra le decine di ricevute consegnate da Salis risultano 6.960 euro per l'acquisto di 2.000 copie del volume “L'Uva”, vari pranzi con decine di persone presso l'agriturismo “Il Seme”, l'acquisto di 200 agendine in nappa blu per 2.280 euro («in cui - ha specificato in aula - avevo però infilato tra le pagine il resoconto della mia attività politica») e pure un pranzo per 100 persone da 2.400 euro in un agriturismo di Quartucciu datato 10 aprile 2008: esattamente tre giorni prima delle elezioni. ( m. le. )

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