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Storie nostre. Francesco Dore, un medico olzaese prestato al giornalismo e alla politica. 7 puntata: la legge per Ollolai

di Salvatore Murgia

| di Salvatore Murgia
| Categoria: Attualità
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La famiglia Dore nel 1913 (Foto Sisinnio Curreli)

7 Puntata - La legge per Ollolai

Nel 1919 Francesco Dore è rieletto nelle liste del Partito radicale. Quando si discute il progetto di legge sul decentramento amministrativo, si schiera a sostegno della ricostituzione della provincia di Nuoro.

Per la storia locale, è alquanto interessante la sua proposta di legge presentata in commissione nel luglio 1920, che intendeva soddisfare la «viva aspirazione» del comune di Ollolai ad essere aggregato al mandamento di Fonni.

«Ollolai ebbe una fulgida rinomanza nella storia della Sardegna – scrive Dore – quando fu capitale dell’antica e gloriosa Barbagia lungo un periodo di prosperità e di grandezza. Tristi eventi, attraverso secoli di lotte sanguinose per la difesa della libertà e dell’indipendenza delle sue montagne, lo ridussero in condizioni demografiche ed economiche inferiori. Divenne un piccolo comune di meno di duemila abitanti e meno di tremila ettari di terreno per la maggior parte roccioso. Con una intensità di lavoro veramente ammirevole, svoltasi tenacemente col commercio delle sue piccole industrie per tutta l’isola, Ollolai ritrovò le vie del risorgimento economico e della rinascenza civile. Ma negli ultimi anni una nuova disdetta che non aveva gravi apparenze ma lo colpiva nei suoi interessi morali più alti e sovra tutto in quel sentimento e desiderio di giustizia che costituisce la caratteristica più nobile delle popolazioni barbaricine.

Apparteneva da tempo immemorabile al mandamento di Gavoi, cui era unito da affinità di razza e secolare comunanza di bisogni e aspirazioni; ma quando, per una improvvida applicazione della legge Zanardelli, ne fu soppressa la pretura veniva assegnato a quello di Orani. Il distacco dalla sua pretura originaria fu causa per Ollolai, oltreché di offesa sentimentale, di disagi e dispendi non lievi poiché per accedere ad Orani doveva percorrere circa sedici chilometri, mentre da Gavoi non distava che di qualche chilometro. A Gavoi potevano i cittadini di Ollolai accedere in qualsiasi stagione; e oggi restano impossibilitati di recarsi ad Orani quando le nevi e i temporali della stagione invernale rendono impraticabili le strade di quelle montagne che si elevano sino a mille metri sul mare. Restano cioè impossibilitati, per grande parte della stagione invernale, ad avere la regolare amministrazione della giustizia.

Ollolai invoca questa sola ragione della distanza per giustificare il suo desiderio di essere distaccato dal mandamento di Orani e trasferito a quello di Fonni. Non è mosso a questo desiderio da alcun dissenso col comune di Orani ove ha trovato sentimenti di fraterna solidarietà, ma soltanto dal fine di riavere facile e regolare l’amministrazione della giustizia in Gavoi dove è stata stabilita una sezione della pretura mandamentale. Non vi ha altra ragione che questa per conseguire l’invocato provvedimento. Ma è una ragione così persuasiva che meriterà senza dubbio l’approvazione del Parlamento».

Il disegno di legge, approvato nella seduta del 9 agosto 1920, consiste in due soli articoli: Art. 1. Il comune di Ollolai del mandamento di Orani è aggregato a quello di Fonni; Art. 2. Il Governo del Re è autorizzato ad emettere i relativi provvedimenti per la esecuzione della presente legge.

A dire il vero, fu il rivale storico di Dore, il liberaldemocratico Antonio Luigi Are, ad avere proposto per primo la Separazione del Comune di Ollolai dal mandamento di Orani, nella seduta del 14 dicembre 1912. La sua proposta di legge era così formulata: Articolo unico. Il comune di Ollolai è separato dalla pretura del mandamento di Orani, e aggregato al mandamento di Fonni. La relazione di Are in un certo senso è il prologo delle motivazioni presentate otto anni dopo da Francesco Dore.

«Il comune di Ollolai dista solamente tre chilometri da Gavoi sede di una pretura che venne poi soppressa. In seguito a questa soppressione - prosegue l'on. Are - il comune stesso fu compreso nella giurisdizione della pretura di Orani; per accedere alla quale gli abitanti di Ollolai, debbono impiegare circa tre ore, con un percorso che, nei mesi invernali, riesce assai malagevole. Certamente, sin da prima, sarebbe stato più conveniente che il prefato comune fosse stato assegnato al mandamento di Fonni, cui era più vicino e col quale ha più evidenti e più frequenti rapporti. Ma, in ogni modo, ora, dopo la istituzione della sezione di pretura di Gavoi non rimane più veruna plausibile ragione perché i comunisti di Ollolai non abbiano a fruire dei vantaggi di trovarsi cotanto vicini al luogo ove si amministra la giustizia del pretore. La rappresentanza comunale ha perciò ripetutamente espresso il suo vivo desiderio di vedere il comune addetto alla sezione di Gavoi - e il Consiglio provinciale di Sassari, deliberando al riguardo, ha manifestato il suo parere favorevole. Né l'adozione di questa proposta presenta inconveniente di nessun genere; anche perché il mandamento di Orani [di cui Are era nativo, n.d.r.], se pur ne venga separato il comune suddetto, resta sempre molto esteso per numero di comuni e di popolazione. Ci onoriamo pertanto, onorevoli colleghi, di sottoporre alla vostra approvazione il seguente progetto di legge».

[Continua]

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Salvatore Murgia

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