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Cherridoras: bilancio di una rassegna teatrale che parla al femminile

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Lula teatro festival ha festeggiato i suoi primi quattro lustri di attività con una rassegna che ha ancora una volta fatto breccia tra la gente e i suoi sentimenti. La compagnia quasi esclusivamente di genere del paese ai piedi del Montalbo (sono il 90 per cento donne) diretta de Elena Musio in tredici lunghe giornate non si è risparmiata, salendo sul palco essa stessa con lo stessa per portare in scena la nova produzione Cherridoras, ma anche ospitando le altre compagnie anima del Festival tra Barbagia e Baronia. Tra mare  (Posada)  e zone interne Lula, Bitti, Onanì, Sarule.

La magia degli spettacoli ha infatti portato nuova luce nei centri coinvolti con le piazze dei cinque comuni che hanno ospitato gli appuntamenti di un cartellone particolarmente ricco e di qualità.

<Un teatro che – come deve essere – parla alla gente – li stana dalle case e gli serve delle storie di vita. Un teatro resistente, se vogliamo anche di periferia ma che tratta da sempre temi universali. Validi qua in Barbagia che a latitudini lontane>, ha detto Elena Musia, direttore e regista della Compagnia Ilos di Lula reduce dal tour de force dell’edizione numero venti del Festival.

Cherridoras come il titolo dell’omonimo spettacolo, ma soprattutto guerriere sono tutte le donne dell’associazione, che da oltre vent’anni combattono per mantenere e sviluppare  un importante presidio culturale, fatto di parole, dialogo e versi.

 Ma cherridoras, intese come donne combattive, sono state anche molte  delle protagoniste di questo Festival, come le” Donne dell’Underground “ di Marta Proietti Orzella, donne ai margini  della società e per questo costrette ad una  lotta quotidiana, anche solo per la sopravvivenza, o le donne della Plaza de Mayo presentate in “Gente come uno”.                                                                                                                                      

La manifestazione ha presentato una carrellata di e eroine di molteplici tipi: dalle serene e determinate anziane “disegnate” con tenerezza ed arguta ironia da Rossella Faa, alle oncoattrici del gruppo “Baijica”, alla coraggiosa artista di “Luci del varietà”, fino ad arrivare alle pazienti e amorevoli madri dell'Associazione di volontariato Su Lusincu.                                                                                          

Volti e caratteri che si sono susseguiti. Visi dolci, giovani, altri segnati dal tempo e aimè anche dal dolore. Malgrado tutto questo in ogni donna è celata,  più o meno bene, una Cherridora, pronta a venire fuori nei momenti importanti,  opponendosi con la bellezza, l’armonia, la cultura, la determinazione alle brutture e alle ingiustizie del mondo.

<Il bilancio di questa ventesima edizione è stato largamente positivo, pur con qualche piccolo contrattempo, quasi inevitabile  in tredici giorni di fitta programmazione in 5 paesi.  Ci piace sottolineare alcuni aspetti che hanno caratterizzato, nel passato, e che caratterizzano, oggi più che mai, la manifestazione.                                                                                                    In particolare la rete dei comuni che, dopo il primo esperimento del 2009 con la dislocazione di alcuni spettacoli nei centri limitrofi a Lula, (Bitti ed Onanì) ha coinvolto negli anni altri paesi dell’area nuorese, fino a raggiungere quest’anno, con la presenza di Posada, ormai sede storica, e Sarule al debutto nella  manifestazione,  il ragguardevole numero di cinque, che comporta dal punto di vista organizzativo un notevole dispendio di energie>, rimarca Elena Musio.

<Questa rete,  pur comportando ovvie difficoltà logistiche, ha consentito alla manifestazione di crescere ulteriormente, facendone un esempio di programmazione, in tempi ristretti su numerosi comuni e negli anni, se non unico sul territorio regionale, piuttosto raro>.  Un cenno meritano anche i numeri della manifestazione: nove sono stati gli spettacoli portati in scena con undici repliche complessive, circa 1200 spettatori con una media di oltre 100 spettatori per replica.

<Si tratta di cifre importanti considerando la scarsissima densità di popolazione della zona ed i piccoli centri (Lula, Bitti, Posada, Onanì e Sarule) nei quali si sono svolti  gli spettacoli>, conclude la regista Musio. L’attività  ha compreso anche un laboratorio per bambini tenuto a Bitti da Annabella Di Costanzo e delle lezioni teorico-pratiche per giovani tecnici.

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