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Olzai riscopre la preziosità dell'antico costume femminile

Era andato in disuso prima del 1900 e ora rivive grazie alla Proloco Bisine

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Olzai ha riscoperto il suo antico costume femminile. Lo ha fatto grazie all'attento lavoro di ricostruzione avviato dalla Proloco Bisine guidata dalla presidente Pina Noli che ci dice “E' stato un lavoro di ricerca su testi, foto e sulla memoria collettiva. Olzai, paese agiato, aveva un costume ricco, alla pari di paesi come Ovodda, Ollolai e Gavoi, dove spicca la ricchezza del broccato e il bordeaux della gonna”. Un lavoro di recupero intenso con il prezioso contributo dell'antropologa Joyce Mattu l'ovoddese studiosa dell'evoluzione della civiltà barbaricina, e il contributo economico della Fondazione del Banco di Sardegna, del Bim Taloro, del Comune di Olzai e della stessa Proloco. Anche se un costume tradizionale, Olzai l'aveva scoperto verso gli anni '70, ma si trattava della ricostruzione di un abito appartenente alla quotidianità, e che poco aveva a che fare con la preziosità di quello più antico. A testimonianza, le rare immagini del '800, secolo che ha decretato la fine dell'utilizzo di questo vestiario. “Olzai ha conosciuto la modernità troppo presto e ciò ha comportato un cambio radicale nel modo di abbigliarsi. Pensate che le nostre nonne, nate nel primo ventennio del '900, non hanno indossato il costume ma semplicemente “sa brusa e sa veste”- continua Pina Noli – per noi olzaesi, vedere come i paesi vicini avevano ben conservati i loro preziosi costumi, mentre il nostro si era perso nella memoria, ci sembrava un po' un tassello mancante della nostra cultura così ricca e piena di testimonianze. Nemmeno Carmelo Floris, vissuto a metà del '900 ha potuto immortalare donne con il nostro costume, perchè a Olzai non c'erano donne che lo indossavano”. Preziosa è stata la descrizione che ne fece Pietro Meloni Satta da un documento che risulta essere nell'archivio custodito dal Comune e recentemente digitalizzato. Ma veniamo alla ricostruzione del Costume: la gonna di orbace, plissettata e di colore bordeaux, ornata da una bordatura di seta; “s'antalera” di seta (il grembiule); la camicia bianca con “s'imbustu” di seta, con le carattestiche punte ad ornamento del seno. “Su zippone”, il giacchetto di broccato. Il capo coperto dal fazzoletto bianco (mucadore) sorretto da “sa caretta”.

La presentazione sarà domani, sabato 19 ottobre, alle ore 16, nella sala convegni della Casa Mesina.

Dopo l' introduzione del sindaco Tonino Ladu, interverranno Pina Noli, presidente Pro Loco Bisine, Joyce Mattu, con una relazione sul costume femminile di Olzai; Umberto Oppus, presidente Anci Sardegna; Gianfranca Loggia, assessore cultura e turismo Provincia di Nuoro; Marisa Concas, assessore cultura e turismo Comune di Olzai; Rosangela Sedda, operatore culturale.

A questo link le foto e la presentazione di sabato 19 ottobre.

 

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