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Escursionisti Cai di Orvieto alla scoperta dell'isola più nascosta e con guide turistiche d'eccezione

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C'è un altro filo che unisce la Sardegna al continente: oltre il marketing,oltre il web, oltre le rotte: il CAI e i suoi aderenti, le sue trame di sudore e simpatia. Ed è' così che da Orvieto si sono rivolti al CAI Nuoro per una full immersion nel cuore di un'isola così vicina e così lontana. Al presidente Paba ho dato la disponibilità, insieme a Natalio, Tina, Giuseppe, Giovannangelo, Paoletto. Un buon comitato di accoglienza.

Quale Sardegna? La scelta non poteva non ricadere sui percorsi che ancora nascondono le nostre storie di vinti, forse, ma di orgoglio, di fiabe, di atmosfere non riproducibili. Allora primo step da S'Abba arva, verso scala de Surtana. Il loro visi sorpresi. Bruno, Carla, Sergio, Roberto, Cinzia, Tonino, tanti altri , nomi comuni e che ci accomunano in questa primavera Sarda di inizio Maggio. Oddoana, accogliente nel verde dei vigneti e oliveti dorsale si, nelle macchie di lentisco, nei valloni di euforbie che rendono omogeneo lo sguardo e il sentire. Il flumineddu sospinge con leggere carezze le sue acque bianche verso il mare. La salita inquieta gli animi, il sole e le ombre della distesa di filliree rasserenano. Si decide, nonostante la fatica, Cucuttos. Salita dura, rocce di calcare, respiro ansimante, il blu del cielo limpido si poggia su Cusidore e sul Corrasi. Si scollina. Il cuile, trasferisce sensazioni di passato, di durezza di vita, di solitudini, di colori e di contrasti. L'intrico dei ginepri che sa di arcaico senza tempo, narra di Sardegna sospesa tra presente e passato. Confini tracciati nello spirito, Orgosolo, Dorgali, Oliena. Sentieri tra rocce e pozze d'acqua evaporanti, Su Praicarzu, spazi e pensieri in una valle dove il verde di ciò che resiste buca il bianco accecante del calcare. L'obiettivo è li, sembra vicino, non lo è. Tiscali evoca negli amici d'oltre mare, le contraddizioni, tra innovazione e conservazione, tra paesaggi fissi e rapidità di cambiamento, tra millenni e attimi che sfuggono; finestra sul mondo, come recitano i depliants on line. E Tiscali è qui, dopo quella impossibile fessura sulla roccia, dolina di misteri e suggestioni, simbolo di resistenze e di aperture.

Gli amici CAI di Orvieto alternano curiosità e silenzi, i loro volti esprimono domande, tante. Sotto quelle volte graffiate dai venti, annerite da l gocce d'acqua in stillicidio, com'era la vita? Cosa nascondono gli ultimi reperti di anfore Romane che trasportavano l' ottimo vino Campano? Chi erano questi cittadini di quella Sardegna? Domande che attraversano la fantasia, la storia, la fiaba, che si portano dentro. Quando con fatica riagganciamo Doloverre e ancora Surtana. E discutiamo, a margine del fiume, scambiandoci impressioni, incredulità , doni, inquietudini, sensazioni di bellezze. Tra i profumi dell'expo' locale: formaggi, pane carasau, funghi asparagi da Orotelli, prosciutto, vini dall' Ogliastra, tra il Mandrolisai e le colline di Sedilo. Narrazioni di Sardegna.

Ma non solo il calcare dell'interno; quel mare, tra il selvaggio e il blu. La mattinata è già spalancata al sole qui a Fuili. La compagnia CAI, Orvieto-Nuoro, graffia la prima rampa; all'orizzonte Cala Luna. Un nome, non un luogo fisico; una suggestione, un sogno, semplicemente. La fatica, il sudore, le digitali, gli smartphone, tutto concorre. Rocce affioranti, solcate dalle piogge e dai venti, affilate come lame, rese amiche dalla leggerezza dei pensieri e dal soffio della brezza che sale su, superando le falesie della costa. L'ombra della grotta di Oddoana da respiro. Sulla destra l'alto piano di Buchiarta. Scendono verso il mare le carrarecce coperte dal tempo e dai lentischi e roverelle aggressive. Carrarecce segni di violenza distruttrice , di devastazioni radicali. Il carbone correva su queste rotaie, scaricato sui barconi in rada sulle coste, lasciando questi lembi di Sardegna piegati tra il deserto ambientale, economico, morale.

Oggi si respira aria nuova. Ci affacciamo su quella virgola di sabbia bianca racchiusa tra lo stagno della codula, i faraglioni di calcare, il mare smeraldo, appena ondulato. Gli amici, ascoltano, affondano lo sguardo, dentro di loro sensazioni nuove. Quando la barca si stacca dalla banchina, li guardo, consapevole di aver offerto un po' di Sardegna che rimane tra magie e certezze. Web e Scarponi. Un bel sentire CAI Nuoro.

 

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