PORTO TORRES. E’ stata fissata per il 23 gennaio l’udienza nella quale i giudici dovranno decidere sulle sorti della Vinyls con l’ eventuale conversione dell’amministrazione straordinaria in fallimento. Le organizzazioni sindacali hanno appreso la notizia in maniera indiretta e - da tempo - hanno sollecitato il ministero dello Sviluppo economico affinché intervenga e chiarisca in che modo si chiuderà il bando di vendita degli impianti e a chi sarà assegnato. Da chiarire anche le risorse da utilizzare per saldare le retribuzioni arretrate ai lavoratori e in quale modo si potrà procedere all’attivazione della cassa integrazione durante la fase di liquidazione dell’azienda. Intanto i commissari continuano a pretendere dai lavoratori i presidi di sicurezza in fabbrica. (g.b.)
di Tamara Peddis wIGLESIAS Murati dentro la galleria Villamarina di Monteponi. Dopo un mese e dieci giorni di occupazione all’interno del sito minerario, i lavoratori della ex Rockwool hanno innalzato il muro della rabbia, della disperazione e di una protesta giunta oramai al limite. Con blocchetti e cemento hanno chiuso i due ingressi della galleria. Solo due piccole aperture per il passaggio dei viveri. Ma se qualcuno si sentisse male, come già capitato in precedenza, a causa del freddo e dell’umidità , il soccorso sarebbe davvero difficile. La protesta è esplosa giovedì notte dopo l’incontro alla Regione in cui è stato detto ai rappresentanti sindacali che non c’è la possibilità di ricollocare i lavoratori ex Rockwool nelle società regionali Igea e Carbosulcis, come sottoscritto in un accordo firmato esattamente un anno fa dal presidente Cappellacci, dagli assessori all’Industria, all’Ambiente e dalle organizzazioni sindacali. La possibilità che si offrirà adesso – come ribadito ieri sera nel secondo incontro all’assessorato all’Industria – è un contratto di servizio a tempo indeterminato, integrato da un contratto aggiuntivo di secondo livello basato sulle qualifiche professionali e concordato con i sindacati. Entro il 25 gennaio – come si legge in una nota stampa della Regione – l’assessorato all’Industria convocherà un incontro con la società Ati Ifras e le organizzazioni sindacali per definire tempi e modalità per il reinserimento dei lavoratori. «Non siamo assolutamente indifferenti a un posto di lavoro, sappiamo quanto sia importante, ma l’accordo firmato un anno fa non prevedeva assolutamente una soluzione di questo tipo in una società privata, dove è noto che ci sono già problemi. Sembra una presa in giro e non possiamo accettare questa condizione», dice Fabrizio Cuccu, operaio. «È un’ingiustizia – sottolinea Tore Corriga, delegato rsu della Cgil –, prima si firma un contratto, un anno fa, poi si allungano i tempi e infine neanche si rispetta». «Dalla galleria non si esce, faremo il Natale qui», è la voce in lontananza di un operaio che arriva dalle piccole aperture della muratura. La situazione ieri sera tra gli operai era tesissima. Dopo l’incontro in Regione i delegati sindacali sono rientrati al presidio di Villamarina per riunirsi in assemblea e valutare le nuove azioni da intraprendere in seguito alla soluzione presentata dall’assessorato all’Industria. Non si escludono altre iniziative di protesta, molto più eclatanti. Gli operai sono in mobilità . A gennaio la loro retribuzione passerà da settecento a poco più di quattrocento euro. Hanno occupato la miniera anche lo scorso anno e ad oggi sono al quarto anno della protesta dopo che la Rockwool, l’azienda alla periferia di Iglesias che fabbricava lana di roccia, ha chiuso per trasferire la produzione in Croazia. Era stata costruita con i soldi pubblici stanziati per la riconversione mineraria. Sono state tante le proteste messe in atto dai lavoratori, molti dei quali provengono dall’ex Emsa (Bariosarda e miniera iglesiente). Un anno fa i lavoratori manifestarono molto scetticismo nei confronti di quell’accordo firmato in Regione il 22 dicembre. Il giorno dopo a Monteponi si svolse una assemblea sindacale molto accesa proprio perché gli operai non credevano a quella soluzione scritta nero su bianco. I fatti hanno dimostrato che avevano ragione.
