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La nuova sardegna. Terzo colpo in pieno giorno e pieno centro

Quattro mesi fa un rapinatore fu ucciso dal complice in una gioielleria. Nel 2009 l’assalto al Banco

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di Giovanni Bua

ORANI C’è un altro assalto che di recente ha scosso Orani. Meno appariscente di quello che ieri mattina ha letteralmente scoperchiato l’ufficio delle Poste, ma anche molto più drammatico. Quello in cui la mattina del 14 settembre ha perso la vita Francesco Menneas. Un 22enne di Orgosolo “freddato” per errore dal suo complice durante una rapina alla gioielleria Dessolis. Allora due persone, con volto coperto, fecero irruzione nel negozio di preziosi di corso Garibaldi armi in pugno. E, mentre legavano nel retro il gioielliere Mattia Cugusi e il rappresentante di gioielli Antonio Laccu, partì un colpo dall’Uzi che uno dei rapinatori brandiva, fulminando il compagno: il giovane Menneas. Una rapina con modalità in parte diverse da quello di ieri. Ma “dentro” cui i carabinieri stanno guardando in queste ore con molta attenzione. Le indagini seguenti portarono infatti gli inquirenti a ipotizzare l’esistenza di una banda modulare, che cambierebbe formazione di volta in volta, pescando da un gruppo composto da persone provenienti da vari paesi, non solo della Barbagia. Banda che avrebbe uno stretto legame con Orgosolo. Paese da cui proveniva il 22enne ucciso. Nel quale a lungo si è cercato il suo assassino. E da cui vengono anche i cinque accusati di un’altra rapina, consumata a Orani nel 2009, nella filiale del Banco di Sardegna a poche decine di metri dalla gioielleria Dessolis e delle Poste ripulite ieri. Rapina assai violenta anch’essa. Visto che i tre banditi non esitarono, per coprirsi la fuga, ad aprire il fuoco contro una Gazzella dei carabinieri. Uso spregiudicato delle armi dunque. Nel 2009, a settembre, e anche ieri. Colpi fatti sempre in pieno giorno e in pieno centro (i tre bersagli sono tutti in corso Garibaldi, nell’arco di un centinaio di metri), con sprezzo del pericolo e totale disinteresse di eventuali drammatiche conseguenze. Da notare infine che anche nel 2009 il gruppo dei rapinatori (almeno quattro) usò un mezzo pesante (una Land Rover) come un ariete contro la porta esterna della filiale del Banco. Tante coincidenze che potrebbero spingere gli inquirenti a “tirare la rete” gettata lo scorso settembre. Magari trovandoci dentro qualche pezzo della famigerata banda.

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