Non cambia rotta, Claudia Lombardo. Anzi: sulla linea del rigore - che vuol dire taglio delle spese - il presidente del Consiglio regionale accelera ancora. «Per il 2013 - dice - prevediamo di risparmiare altri 6 milioni». Il capitolo è quello dei costi per il funzionamento dell'Assemblea. Segue l'agenda del nuovo anno, con lo sguardo rivolto a Roma, al governo che verrà . Perché «la Sardegna è una polveriera pronta a esplodere, se non interverranno misure adeguate per affrontare le devastanti emergenze sociali ed economiche». Insomma, l'Isola ha bisogno di aiuti, «non a parole, ma con risorse reali».
L'AUSTERITÀ La Lombardo marcia senza indugi, e fa due conti: «A fine legislatura (febbraio 2014) ridurremo la dotazione finanziaria dell'Aula a 65 milioni». Nel 2009, quando il centrosinistra lasciò il governo dell'Isola, quel capitolo ne valeva 85. «Eppure - sottolinea la presidente - la spesa era già stata ridotta di 9 milioni e mezzo». Significa che nel giro di cinque anni, «il taglio complessivo sarà pari 31,21 per cento».
LE PRIORITÀ La Lombardo detta la linea dell'Assemblea nel giorno scelto per fare un bilancio sui lavori del 2012, «un anno durissimo per Sardegna, martoriata da una recessione che dal settore economico si è estesa al tessuto sociale». La presidente riconosce una colpa alla politica: «Non vi è dubbio che per tamponare le varie situazioni in ebollizione, si siano tralasciate le iniziative di più ampio respiro strategico, volte a disegnare un nuovo modello di sviluppo». Sta di fatto che «il 2013 comincerà con le riforme, sia quella elettorale che il riordino delle Province, per dare corso alla volontà popolare emersa con i referendum dello scorso maggio».
I NUMERI Intanto il 2012 finisce al fotofinish. La presidente ha fatto censire tutto, a cominciare dalle sedute che, un anno fa, sono state 87 per un totale di 257 ore e 57 minuti. Ma più ancora: dal raffronto tra questa legislatura (la XIV) e la precedente, viene fuori che il Consiglio si è riunito più volte (375 contro le 368 ai tempi del centrosinistra), ma le discussioni sono andate avanti per meno tempo (1.316 ore contro le 1.475 dell'era Pd). Non solo: il centrodestra batte l'ex maggioranza quanto a disegni di legge presentati (107 contro 82), idem sulle proposte di legge (355 contro 202), e lo stesso discorso vale per le leggi approvate (75 contro 62). La Lombardo, poi, bacchetta la Giunta perché «alle interrogazioni ha risposto poche volte». Ovvero, «in 126 casi su 247, mentre nella precedente legislatura si arrivò a quota 266 (su 392 interrogazioni)».
LINEA DURA Di certo, il Consiglio non farà sconti al nuovo governo nazionale. «Su tutto - sottolinea il presidente - va rinegoziato il Patto di stabilità , in modo che le maggiori entrate ottenute siano spendibili». La Lombardo vede poca differenza tra Berlusconi e Monti: «Entrambi hanno disatteso gli impegni presi. Noi non intendiamo chiedere interventi assistenzialisti, piuttosto vogliamo il riconoscimento della questione sarda che deve passare dalla riscrittura dello Statuto».
Alessandra Carta
