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La nuova sardegna. Cancellieri: intimidazioni legate alla crisi

Incontro con i sindaci: «Lo Stato vi è vicino». Deiana (Mamoiada): no all’equazione malessere sociale uguale criminalità

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di Paolo Merlini

NUORO «Le intimidazioni agli amministratori sono un fenomeno inquietante, legato ai problemi sociali ed economici che la Sardegna in particolare sta vivendo in questi ultimi mesi. Ma non vedo un'emergenza democratica, lo Stato è già vicino ai sindaci che subiscono minacce o attentati, e da domani lo sarà ancora di più». A Cagliari e Nuoro per una serie di incontri sul tema della sicurezza, Anna Maria Cancellieri sa di non poter proporre ricette miracolose. Non tanto perché fra poco più di due mesi, con il governo che si formerà dopo le elezioni, al ministero dell'Interno ci sarà un'altra persona, ma anche perché le cause di intimidazioni e attentati spesso sono da ricondurre a un malessere sociale ed economico che in Sardegna è più marcato che altrove, come lo stesso ministro ha riconosciuto. E dunque, come contrastare un fenomeno che nei mesi scorsi ha portato i deputati sardi a gridare all'emergenza? «Dobbiamo lavorare sul breve, medio e lungo termine – ha detto il ministro – Per il breve bisogna assicurare alla giustizia, come stanno facendo le forze dell’ordine, i responsabili degli attentati. Per oltre il 40% dei reati di questo tipo sono stati individuati i responsabili. Ma bisogna incidere di più sulle pene e sui tempi dei procedimenti, che forse sono troppo lunghi». «Come strategia a medio e lungo termine – ha continuato il ministro – bisogna far comprendere che la legalità deve pagare sempre. Trovo poi semplicistico parlare sempre di carenza di personale nelle forze dell’ordine, perché mi pare che gli organici siano sufficienti, anche se esiste un problema di turn-over che cerchiamo di contrastare anche con nuove assunzioni. Bisogna trovare una distribuzione migliore delle forze esistenti». Ma il problema, come lo stesso ministro ha ammesso, e così i 24 sindaci provenienti da tutta la Sardegna incontrati nel pomeriggio in prefettura a Nuoro, è evidentemente di natura sociale ed economica. «Più che di sicurezza – dice Giovanni Porcu, sindaco di Irgoli – nella riunione si è parlato della difficoltà di amministrare con fondi limitatissimi, e dunque della necessità di interventi che diano occupazione e un po’ di speranza». Sulla stessa linea Alessandro Bianchi, sindaco di Nuoro: dice che «la ricetta contro il malessere sociale esiste, ed è ancora quella individuata dalla Commissione d’inchiesta Medici quarant’anni fa: più lavoro uguale sicurezza». Anche Rocco Celentano, sindaco di Siniscola, dove nei mesi scorsi un ordigno ha danneggiato seriamente il municipio, chiede prevenzione attraverso interventi che garantiscano sviluppo economico. «Bisogna investire nel sociale», sostiene Celentano, e così molti altri suoi colleghi colpiti da intimidazioni. Si stacca un po’ dal coro Graziano Deiana, sindaco di Mamoiada al suo terzo mandato, nei mesi scorsi vittima di un tentato omicidio, un attentato e una serie di minacce. «Personalmente non credo all’equazione malessere sociale uguale criminalità». Deiana è un veterano di questi summit. «È il quarto ministro dell’Interno che incontro», dice. «E anche stavolta non posso ritenermi soddisfatto. Per quanto mi riguarda ho revocato le dimissioni per senso di responsabilità verso i miei concittadini». Il ministro Cancellieri ha poi voluto replicare al Siulp, il sindacato di polizia. «Non sono candidata, e non accetto l’accusa che la mia sia una visita elettorale», ha detto in risposta al segretario provinciale Matteo Baldi. Tornando al tema sicurezza, «posso garantire il massimo impegno – ha continuato – e lasciare la testimonianza delle difficoltà di questo territorio a chi verrà dopo. Ho visto nei sindaci una grande voglia di reagire. E molta fierezza». Ha poi annunciato la convocazione di un comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato «ai temi sociali ed economici della Sardegna, spesso connessi alle crisi aziendali, che possono avere riflessi sull’ordine e la sicurezza pubblica».

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