di Umberto Aime
CAGLIARI Roma tace ancora sulla polveriera Sardegna, ma a Cagliari c’è chi scrive e lancia una proposta importante e suggestiva: «Che sia il popolo delle primarie a decidere la via d’uscita, perché oggi è proprio quel popolo a sentirsi tradito». Lettera e suggerimenti sono del deputato uscente Paolo Fadda, che le scelte romane hanno penalizzato (è quinto al Senato) nonostante si sia classificato terzo nelle primarie cagliaritane, ma anche «pronto a farsi da parte se il problema sono io», ha detto nella direzione regionale di Oristano. Caro Silvio. La missiva Fadda l’ha indirizzata al segretario regionale Silvio Lai, impegnato ancora nel difficile tentativo di rimpastare le liste paracadutate, come gli ha chiesto un partito sconvolto dalla «porcata romana», parole originali del vicesegratario Francesca Barracciu. Ebbene, secondo Fadda, oltre alla trattativa ad oltranza, oggi è arrivato il momento che sia la base a essere coinvolta in questo difficile passaggio dei rapporti col Pd nazionale: «Per questo – scrive il deputato – ti chiedo fermamente di mobilitare ancora, nelle prossime ore, il popolo delle primarie, tutti gli organi di partito e quanti vorranno unirsi a te e noi in questa difficile battaglia». Assemblea generale. «È proprio al popolo delle primarie – continua Fadda – che il partito ora deve rivolgersi. Attraverso questa strada, noi tutti dobbiamo trovare una via d’uscita che garantisca non solo il rispetto delle regole ma anche e soprattutto in vista delle elezioni, il rapporto di fiducia tra il partito e gli elettori». È una lettera appassionata, accorata e schietta, quella di Fadda, che in un altro passaggio aggiunge: «Questo è un momento epocale. Se non teniamo la schiena dritta in difesa dei principi di giustizia, se non ci mettiamo di nuovo in sintonia con i nostri elettori, non saremmo più credibili di fronte all’opinione pubblica quando, una volta tornati al governo della Regione, ci troveremo a difendere l’autonomia della Sardegna nel rapporto con lo Stato». Sono frasi importanti e forse anche decisive, per venir fuori dal cunicolo in cui si è infilato il Pd. Coraggio e onore. Fadda, nella lettera, dà anche subito atto al segretario «dell’impegno che tu continui a profondere in difesa del risultato delle primarie, della dignità e dell’autonomia del nostro partito. E lo fai con atti significativi, come lo sono stati la tua decisione di non dare al Nazionale l’intesa (sta per via libera) sulla lista e di non accettare la candidatura – come hai annunciato anche alla stampa – in una lista non condivisa dall’intero partito nell’isola. Questi sono atti – continua il deputato – compiuti persino con sacrificio personale e che dimostrano ancora il tuo alto senso del partito e la tua coerenza ideale. In conclusione, ti fanno onore e per questo sono state apprezzate da tutti e hanno garantito l’unità della direzione regionale». Ora bisognerà vedere se oggiSilvio Lai (semmai con una lettera di risposta) accetterà l’invito di Fadda. Ed è possibile che nel frattempo Roma (nessuno la vuole scavalcare) batta almeno un colpo a favore della pace.
