In via Emilia ieri c'erano (quasi) tutti i candidati del Pd. Prima dell'incontro convocato dalla segreteria, in un ufficio al secondo piano non lontano dalla sala conferenze, hanno accettato la candidatura e dai volti si percepivano i diversi stati d'animo. In alcuni casi la delusione era profonda anche se Romina Mura, vincitrice delle primarie cagliaritane, numero due per la Camera, ricorda: «Guardate che cosa sta accadendo negli altri partiti per avere un'idea dell'alto grado di democrazia partecipata che comunque c'è nel nostro partito». E se Siro Marrocu ha invocato, nei primi cento giorni, la modifica della legge elettorale, Francesco Sanna ha aggiunto: «Bersani l'ha garantito, ma sarebbe un grosso risultato riuscire a modificare la legge elettorale per le europee per dare alla Sardegna un collegio separato dalla Sicilia». All'incontro era presente anche il segretario del Psi Mondo Perra. Al partito di Nencini il quarto posto in lista spetta per accordi nazionali: «Il nostro rappresentante Lello Di Gioia lavorerà per la Sardegna con entusiasmo, restituendo un seggio a una forza politica presente in tutto il mondo ma non in Italia». Il capolista alla Camera sarà Emanuele Cani, che rappresenterà «il Sulcis in crisi», mentre tocca a Silvio Lai ricordare che Luigi Manconi rappresenta un valore aggiunto: «Non è un paracadutato da Roma, presto sarà a Sassari per un appuntamento di famiglia».
