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L'unione sarda. «Noi, commercianti indifesi»

SICUREZZA. I vertici di Ascom e Confesercenti raccontano lo sconforto di un'intera categoria

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«Sa che tanti non denunciano neanche?».
Intanto sembrano già troppi i furti e le rapine di cui sappiamo...
«Il problema è che oggi i malviventi prendono di mira anche le più piccole attività e rischiano il tutto per tutto per pochi spiccioli. Succede così che il titolare o il gestore di un'attività decida di lasciar perdere e non dire nulla alle forze dell'ordine. Anche perché poi c'è da mettere in conto tutto il tempo che perdi per la denuncia...».
Normale procedura.
«Beh, tra rilievi nel locale e altro finisce che, dopo il danno, devi levare tempo al tuo lavoro. Uno vive tutto questo come un'ulteriore penalizzazione».
Attilio Arpi, vicepresidente provinciale della Fipe (Federazione pubblici esercizi) Confcommercio, con delega per il settore dei bar, conosce benissimo gli umori del ramo visto che è proprietario di un caffé in via Trieste a Nuoro e, come tantissimi suoi colleghi, ha subìto la visita dei ladri. Poco meno di un anno fa, i malviventi - entrati nella notte nel locale - hanno forzato i videopoker e il dispositivo cambiamonete fuggendo poi con un bottino di 3 mila euro.
L'ALLARME «Dopo quel furto - sottolinea Arpi - ho subito installato un impianto d'allarme». L'ultimo colpo, l'altro ieri al Sigma di via Ballero. Ormai non passa giorno senza la notizia di un furto o una rapina ai danni di qualche commerciante di Nuoro e della provincia. «Il commercio è diventato il bancomat della criminalità», hanno denunciato nei mesi scorsi i vertici dell'Ascom e della Confesercenti.
INVITO ALLA PRUDENZA «La paura c'è. Ogni giorno - racconta Dario Capelli, presidente della Confesercenti (1400 iscritti, 2000 aziende) - andiamo a lavorare senza essere sicuri di poter tornare tranquillamente a casa coi soldi». La crisi economica, sottolinea il direttore del sodalizio Giambattista Piana, «ha in qualche modo determinato un aumento del numero di furti e rapine». Un fenomeno che le forze dell'ordine - già a corto di uomini, mezzi e risorse - fronteggiano come possono. Parola d'ordine: prevenzione. Anche per questo, lo scorso anno, durante i due incontri tenuti coi rappresentanti delle associazioni dei commercianti, il prefetto di Nuoro Pietro Lisi ha raccomandato l'osservanza delle regole di prudenza. «Regole come, ad esempio, non andare in banca a versare i soldi facendo sempre la stessa strada - spiega il presidente provinciale di Confesercenti - o nello stesso orario. Norme semplici che, è vero, talvolta servono a evitare brutti incontri. Ma, a parte tutto, il problema è che noi commercianti siamo indifesi: oggi c'è chi ruba o fa le rapine pure per pochi euro. Noi siamo più esposti e raramente viene arrestato qualcuno». Poche, nonostante tutto, le attività commerciali dotate di impianto di videosorveglianza. Anche per questo le associazioni di categoria hanno più volte sollecitato la Camera di Commercio - che in passato, pure grazie ai fondi del Ministero dell'Interno, aveva finanziato l'acquisto dei dispositivi - a promuovere un nuovo bando.
POCHE TELECAMERE «Le attività più a rischio sono senz'altro dotate di questi impianti, ma - sottolinea Agostino Cicalò, presidente regionale e provinciale di Confcommercio (associazione che tra Nuoro e Ogliastra conta 3.500 iscritti) - delle mille aziende che dovrebbero subito installare questi dispositivi, soltanto 200 vi hanno provveduto. Il problema è che oggi furti e rapine vengono messi a segno anche per pochi spiccioli: sarebbe opportuno che tutti gli esercizi fossero dotati di impianti d'allarme e telecamere. Solo così - avverte Cicalò - si può dar vita, come ha raccomandato la Questura, a una rete di sistemi di videosorveglianza capace di garantire un presidio puntuale di ogni strada, di ogni via. Se il ladro che ruba in un negozio non viene ripreso dalla telecamera di questo, si può star sicuri che verrà inquadrato dal dispositivo che magari sta qualche metro più avanti».
Piera Serusi

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