di Umberto Aime
CAGLIARI Il Pdl è nel caos, a poche ore dalla scadenza, oggi è l’ultimo giorno per presentare le liste. Le prime posizioni sono ancora in bilico fra improvvise promozioni e altrettante bocciature, con un saliscendi di nomi, almeno uno ogni mezz’ora, che dà gli stessi brividi dell’ottovolante. Com’è da brivido per le prossime settimane di campagna elettorale, l’ipotesi nel Pdl di un taglio secco per Sassari (esclusa dall’elenco di chi può puntare all’elezione), Nuoro (penalizzata) e Oristano (relegata in fondo) e da quelle parti è subito cominciata a soffiare la rivolta contro le segrete stanze capitoline del Popolo della libertà. L’ultima indiscrezione dà questa griglia: Mauro Pili, Salvatore Cicu, Paolo Vella, Settimo Nizzi, Bruno Murgia, Piero Testoni e Angelo Angioi alla Camera. Al Senato dopo Berlusconi, Emilio Floris, Fedele Sanciu, Carmelino Porcu e Silvestro Ladu. La bagarre. A Roma, in una domenica convulsa, è accaduto di tutto nel salone dove Silvio Berlusconi aveva convocato i suoi per l’ultima pennellata. A tarda notte dal conclave non è uscita ancora una griglia ufficiale. Si sa solo che il Cavaliere avrebbe telefonato a Mauro Pili, deputato uscente, e gli ha fatto sapere che sarebbe lui il capolista alla Camera in Sardegna. L’ex presidente della Regione ha tirato un sospiro di sollievo: era circolata la voce che sarebbe stato secondo dietro il segretario Angelino Alfano. Per le altre posizioni dopo Pili, sarebbe invece ancora tutto o quasi in alto mare. Della proposta presentata a suo tempo dal coordinatore regionale Settimo Nizzi, deputato uscente, sarebbe rimasto poco o nulla. Lo stesso Nizzi è annunciato in bilico fra un terzo posto (possibile eletto) e un quinto in cui sarebbe molto a rischio. Davanti a lui potrebbero essere addirittura in due: Salvatore Cicu, ripescato nonostante sia alla Camera dal 1994, ma sostenuto con forza da Alfano, e Paolo Vella, il dirigente della Regione già eletto in Sardegna nel 2008 e amico personale di Berlusconi. Nizzi avrebbe contestato con forza l’ipotesi del doppio sorpasso e dicono che si sarebbe scontrato soprattutto con Denis Verdini e l’ex ministro Sandro Bondi, che sono i due ai quali Berlusconi ha affidato il compito di applicare i criteri per la formazione delle liste, ma alla fine ha ceduto: Cicu, Vella e Nizzi, dovrebbe essere questo l’ordine. Verdini e Bondi avrebbero usato le cesoie con molti altri “papabili” in Sardegna. Ad esempio, dalle prime posizioni sarebbe stato tagliato fuori il deputato uscente di Nuoro, Bruno Murgia, finito quinto nella lista ufficiosa . Perchè? La sua colpa è di essere un ex An e proprio quelli che arrivano da Alleanza Nazionale sono fra i visti peggio dal duo Verdini-Bondi. In più Murgia sarebbe scivolato a metà della griglia per Montecitorio (e dunque con scarse possibilità di essere rieletto) anche per la sua appartenenza alla corrente del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dato in pessimi rapporti con i notabili del Pdl. Notabili che tra l’altro, a causa della loro infinita voglia di rinnovare secondo gli ordini del Capo, avrebbero messo da parte interi territori dell’isola. Indiscrezioni notturne non danno nessuna possibilità di rappresentanza per Sassari, col deputato uscente Carmelino Porcu, penalizzato e trasferito al Senato, perché pure lui è un ex An seppure legato a Maurizio Gasparri, che non è però fuggito con i «Fratelli d’Italia». Se fosse così, la lettera inviata giorni fa dal coordinatore provinciale Antonfranco Temussi, con cui chiedeva per Sassari un capolista, non sarebbe stata presa in considerazione. Uno smacco, e gli strascichi potrebbero avere effetti devastanti per il Pdl in campagna elettorale, con i sassaresi finiti tutti in una posizione dove sarà molto difficile che riescano a essere eletti. Fra gli altri territori messi in fondo alla scala, anche Oristano e l’Ogliastra. Al Senato il Pdl naviga in acque più tranquille, con Berlusconi capolista, poi Emilio Floris, ex sindaco di Cagliari, al secondo posto, e l’uscente Fedele Sanciu, Gallura, al terzo. E Sassari? Anche qui è stata murata. Oggi le liste del Pdl arriveranno confezionate da Roma.
