di Umberto Aime
CAGLIARI Gli ultimi non potevano che essere loro: «I pensionati». Nelle due cancellerie della Corte d’appello, una riservata alla Camera e l’altra al Senato, sono stati i rappresentanti della lista civetta – è apparentata con il Pdl – a chiudere la maratona burocratica al palazzo di giustizia. Il risultato finale della corsa è questo: 23 le formazioni (fra partiti e movimenti) che gli elettori troveranno sulla scheda per Montecitorio, una in meno in quella per Palazzo Madama. Ma non è detto che tutte passino indenni al setaccio dei due uffici elettorali, che si riuniscono oggi per i controlli definitivi su simboli, candidati e certificati vari. I casi. A rischiare di essere bocciati sono diversi. Due gli eccellenti: Lorenzo Cesa, capolista dell’Udc alla Camera, e Piero Testoni, numero sei sempre alla Camera per il Pdl: mancano alcuni documenti. In particolare, Cesa rischia l’esclusione (il che vorrebbe dire la promozione a capolista del leader regionale Giorgio Oppi) per «l’assenza» della copia del certificato elettorale. Mentre nel caso di Testoni, a non esserci e è l’accettazione della candidatura. Il primo caso, cioè quello di Cesa, pare una dimenticanza e bisognerà vedere se l’Ufficio elettorale permetterà la correzione. Il secondo invece è una scelta volontaria: Testoni è in aperta contestazione col partito dopo essere stato collocato molto lontano dagli eleggibili. A rischiare la bocciatura sono anche Salvatore Doddore Meloni, capolista di Meris, per l’interdizione dai pubblici uffici dopo la vecchia condanna per cospirazione contro lo Stato, e Camilla Orlandi, numero tre del Psd’Az alla Camera: compirà 25 anni (è l’età minima per essere candidati) dopo le elezioni del 24-25 febbraio. La loro esclusione sarà automatica, ma non ci saranno contraccolpi sulle liste. Consiglieri e personaggi. Sono 15 i consiglieri regionali impegnati nell’operazione Parlamento. Il gruppo più rappresentato è quello dei Riformatori, cinque, tre a testa per l’Udc (nel conto c’è anche l’assessore Sergio Milia)e il Pd (compreso Marco Meloni candidato in Liguria), uno per Psd’Az, Fli, Mpa, Api-Centro Democratico e Sel. Tre gli assessori della giunta Cappellacci sui nove potenziali della vigilia: Antonello Liori (Fratelli d’Italia), Sergio Milia (Udc) e Giorgio La Spisa (Con Monti). Fra i personaggi l’umanità è varia: dall’ex portiere di Serie A Roberto Copparoni (Grande Sud) al comico Benito Urgu (Psd’Az), dal capopopolo degli Anti-Equitalia a Cagliari, Giuseppe Carboni (Soberania) all’operaio del Sulcis Antonello Pirotto (Lista Ingroia), al giornalista Mario Sechi (al Senato Con Monti) fino alla cagliaritana Capitan Tempesta (è il soprannome indicato in lista di Dora Pau) nella lista dei Radicali. Le curiosità . La liste meno sarde di tutte non potevano che essere quelle della Lega Nord: solo i primi due, alla Camera e al Senato, sono isolani, tutti gli altri arrivano dalla terra ferma. Appena quattro, i candidati al Senato per «Basta Tasse», altra lista civetta del centrodestra, e Forza Nuova, mentre come si sa il Movimento Cinque Stelle ne ha presentato in più, che saranno cassati. Ma M5S è anche la lista che ha l’età media più bassa, ma con appena due donne fra i candidati, record negativo diviso col Psd’Az e I pensionati. La miglior parità di genere è invece – sempre alla Camera – per «Scelta civica con Monti» e Mir-Samorì: nove candidati uomini, otto le donne. Due anche gli extraeuropei: Armando Ciosci Walter (Meris) è nato in Kenia, Norma Valerie Excell (Basta Tasse) in Sud Africa. Il sorteggio. Sarà diverso per Camera e Senato, ma nello stesso giorno: lunedì 28 gennaio. Stabilito l’ordine – con la correzione delle coalizioni, sono sei partiti intorno al Pdl, tre per il Pd e tre «Con Monti» – le schede elettorali saranno date alle stampe.
