La diffusione del morbo della Lingua blu rischia di dare il colpo di grazia alle aziende ovi-caprine. La situazione d'emergenza, denunciata da Coldiretti e Confagricoltura, è confermata dai numeri: quasi 10 mila capi morti, 600 aziende in crisi e oltre 2 milioni di euro di danni. Le due associazioni di categoria hanno richiesto «un intervento urgente della Regione per tracciare un quadro della situazione sanitaria e attivare gli indennizzi». Le zone più colpite sono l'Ogliastra e il Sulcis, territori per i quali «due mesi fa, era stato garantito dagli assessorati un intervento immediato», ha detto Battista Cualbu, presidente della Coldiretti. EMERGENZA A preoccupare i rappresentanti degli allevatori è il rischio che «la Sardegna viva il dramma già vissuto dieci anni fa», ha spiegato Cualbu, «la malattia era sconosciuta e causò la morte e l'abbattimento di migliaia di capi». I vertici di Confagricoltura, che già nello scorso dicembre avevano lanciato l'allarme sulla diffusione del morbo, hanno evidenziato la situazione di «centinaia di aziende in crisi che devono fare i conti con migliaia di capi morti, ritardi nei parti, continui aborti e malformazioni: segnali di una situazione che sta degenerando». Il futuro non sembra riservare buone prospettive: «Pensiamo che quest'anno si rischi un peggioramento della malattia», ha detto Cualbu, «occorre prevenire in tempo, sennò si rischiano danni ancora più gravi».
UNITÀ DI CRISI Il degenerare della situazione impone l'intervento da parte della Regione, chiamata in causa dalle associazioni di categoria. «Bisogna attivare un'unità di crisi per affrontare i problemi della Lingua blu», ha dichiarato il direttore di Coldiretti, Luca Saba. Confagricoltura ha chiesto «la convocazione di un tavolo all'assessorato della Sanità per monitorare la situazione sanitaria e attivare le procedure per gli indennizzi».
L'ASSESSORE CHERCHI - Rassicurazioni su quest'ultimo punto arrivano dall'assessore all'Agricoltura Oscar Cherchi: «Le temperature troppo alte di questo strano inverno hanno contribuito alla anomala diffusione del virus. Però, in tempi ragionevoli, potremo cominciare a predisporre le prime misure di indennizzo degli allevatori e, in attesa della Finanziaria 2013, prevediamo di impegnare parte delle risorse liberate dalla precedente programmazione comunitaria».
Matteo Sau
