«Se entro una settimana non avremo notizie certe sulla ripresa del nostro lavoro, procederemo per vie legali, pur di far valere i nostri diritti».
L'ultimatum è stato lanciato ieri da Luigi Floris e Manuela Piras, referenti della Uil Temp degli oltre 360 lavoratori dei Csl e Cesil, ieri in sit-in a Cagliari, davanti a Villa Devoto. I rappresentanti sindacali, mentre era in corso la seduta della Giunta regionale, hanno chiesto un incontro con il presidente Cappellacci. «Siamo stati ricevuti dal capo di gabinetto, perché il governatore non era presente alla riunione».
LA RICHIESTA I due referenti della Uil Temp ribadiscono la loro richiesta: «Chiediamo alla Giunta che proceda con ciò che è previsto nella legge regionale 25, dello scorso 20 dicembre, ovvero con il passaggio del personale all'Agenzia regionale per il lavoro, affinché si possa attuare una riorganizzazione dei servizi».
Il 15 gennaio scorso l'Anci, con una circolare indirizzata ai sindaci, aveva invitato le amministrazioni a «procedere come disposto dalla deliberazione regionale 51/26 del 28 dicembre 2012» e, quindi, a riattivare le attività dei Csl, Cesil e delle Agenzie di sviluppo locale. Nella stessa data, con una nota dell'assessorato regionale del Lavoro, rivolta a Province, amministrazioni capofila dei Cesil e al Consorzio di comuni Due Giare, si assicurava il trasferimento delle risorse relative al periodo tra il 9 agosto e il 31 dicembre 2012, oltre a quelle dei primi 3 mesi del 2013. Quelle somme avrebbero dovuto permettere la prosecuzione delle attività dei servizi. Tutto sembra però ancora fermo. Dal primo gennaio scorso la maggioranza dei lavoratori è ancora a casa.
URAS (SEL) Luciano Uras, consigliere regionale di Sel, precisa che a oggi «solo la Provincia di Nuoro ha deciso, coerentemente con la legge, di assicurare la prosecuzione delle attività e dell'occupazione dei Csl e Cesil. Sembrerebbe che in questa direzione stiano muovendo i passi necessari anche Oristano e Ogliastra».
Eleonora Bullegas
