La capolista Ichnos Nuoro frena bruscamente infilando a Orgosolo il terzo pareggio consecutivo nel 2013 e perde la testa della classifica a favore della Baunese, il Su Gologone di Oliena che viene travolto 3 a 0 in casa da un sorprendente Orani sempre più in risalita. Il girone E di seconda categoria si conferma anche nelle prime tre gare del nuovo anno apertissimo ad ogni risultato. Lo sa bene anche il tecnico dell'Orani Michele Pinna che si gode il momento della sua squadra risalita sino al sesto posto a sole sette lunghezze dalla vetta e oggi impegnata nell'anticipo contro il Santu Predu. «Il Su Gologone è una bella squadra, quando vinci partite come quella che abbiamo vinto domenica - afferma Pinna - vuol dire che hai azzeccato tutto».
È un Orani che inizia a divertirsi e sembra aver trovato la maturità agonistica per insediarsi stabilmente nel gruppo delle grandi del girone. Sembra lontana anni luce l'estate e la crisi della società che ha rischiato di scomparire. «Abbiamo iniziato la preparazione il 27 di agosto - ricorda il tecnico Pinna - grazie a pochi dirigenti volenterosi, abbiamo provato a fare una squadra con solo giocatori locali, quando mi hanno chiesto di guidarla ero certo che sarebbe andata bene. Io sono del parere che per vincere un campionato non ci vogliono sette giocatori di fuori, ma sette otto giocatori locali, con qualche pedina al posto giusto. Adesso l'Orani è un bel gruppo che ha tanta voglia, e ora che siamo là in classifica ce la giochiamo sino in fondo».
L'Orani a costo zero - o quasi - non bada a fronzoli e vuole guardare alle prime della classe. «Siamo un squadra concreta, giochiamo sempre allo stesso modo con due esterni d'attacco, Gino Fadda da una parte, Ziriulia o Priamo Secchi dall'altra. Questo è il nostro pregio», rivela Pinna che però ammette: «La concorrenza è durissima, delle squadre che ci precedono temo più Ichnos e Su Gologone perché sono le più complete, hanno tanta qualità in una panchina lunga. Il Meana è quella che mi ha impressionato meno, mentre vedo bene la Baunese che gioca un bel calcio. Noi siamo arrivati dove siamo a fari spenti, continuiamo a giocarci le nostre partite sino alla salvezza, e poi con la tranquillità giusta si può arrivare un po' più in alto».
Fabio Ledda
