Il dolore raggela le parole. Il grande silenzio dei parenti affida la tragedia di Loculi alla pietà d'ogni coscienza. Il sindaco Vincenzo Secci è nipote di Giuseppe Ruiu, figlio di una sorella. Ruiu è anche parente di Gianfranco Zola, l'ex fuoriclasse del Cagliari e del Chelsea che ora allena il Watford, club della periferia di Londra. La notizia che “tziu Peppeddu”, fratello della suocera, non c'è più rimbalza nella mattinata nell'entourage inglese del campione di Oliena. Zola e la moglie hanno una sola reazione: il silenzio. Lo stesso professato dal sindaco di Loculi che della moglie di Zola è fratello.
IL SINDACO Vincenzo Secci lascia squillare a vuoto il telefono, nella mattinata e nel pomeriggio. Evita di raggiungere la stradina di “Su vachileddu”, di vedere l'orrore da vicino. Il dolore della famiglia viene così confinato nella dimensione più privata. Si concentra nella casa dove Ruiu viveva, assieme all'anziana madre e a una sorella. La famiglia è nota in tutta la Baronia e molto stimata.
L'AZIENDA Ruiu, che i compaesani ricordano come un instancabile lavoratore, era titolare di una grande azienda zootecnica. Allevava oltre 600 pecore, divise in più terreni. E poi mucche e capre, distribuite nei pascoli di San Marco, a Loculi, di Monte Pizzinnu e di “Sas murtas” a Posada.
LA FAMIGLIA Per Ruiu e per Pietro Scanu quelle tre tappe costituivano un percorso obbligato, rinnovato ogni giorno, tra fatiche irrinunciabili. Ritmo pesante, ma inevitabile per portare avanti un'attività tanto vasta che ha sempre appassionato il titolare. Negli ultimi anni Ruiu la condivideva con Scanu che in passato aveva lavorato in altri allevamenti, a Onifai. Qui si era sistemato da tempo dopo aver lasciato Galtellì: aveva una figlia trentenne, Maria Giovanna, e una ventenne, Gabriela. La moglie, richiamata ieri mattina dai parenti in tutta fretta da Dorgali, si è precipitata a “Su vachileddu” al volante della sua Fiat Panda bianca. Vigilava a distanza, davanti al nastro bianco e rosso che impediva l'accesso al luogo del delitto. Anche il suo dolore è espresso dal silenzio.
DANNO E VERGOGNA «Ite sorte» , commenta qualcuno che ha visto nascere Scanu e richiama la malasorte. Pensando anche alla tragedia di Ruiu dice: « Est dannu e birgonza ». Perché sebbene il silenzio esteso da “Su vachileddu” rimbalzi in municipio e a Londra un'esplosione d'odio tanto feroce, al di là di ogni possibile movente, costituisce “danno e vergogna”, offesa per l'intera comunità. ( m. o. )
