Dal nostro inviato
Marilena Orunesu
LOCULI Parenti, amici, vicini di pascolo sfilano in caserma. Ogni testimonianza serve ai carabinieri per ricostruire gli ultimi momenti di vita dei due allevatori uccisi all'alba di martedì, le loro abitudini e frequentazioni. Ma dipanare il mistero sull'esecuzione di Giuseppe Ruiu, 59 anni, proprietario di una vasta azienda zootecnica, e del suo dipendente Piero Scanu, 52 anni, è ancora troppo presto. Ora si mettono assieme gli elementi certi, molto pochi, e le ipotesi possibili.
DUE OBIETTIVI Secondo una ricostruzione degli inquirenti, Ruiu e Scanu martedì sarebbero usciti di casa prima delle 5. Non è chiaro se l'azienda di “Monte Locula” dovesse essere la prima tappa o fosse la seconda dopo quella di Monte Pizzinnu. Sembra ragionevole supporre che sul luogo dell'agguato siano giunti assieme o, comunque, a poca distanza: Ruiu a bordo del fuoristrada Mitsubishi nero, Spanu del furgone Opel bianco. I due, d'altra parte, si sentivano tranquilli, non temevano imboscate e non prendevano precauzioni. Gli allevatori si sono ritrovati sotto la mira dei killer negli stessi attimi, ma forse senza casualità. L'ultimo tratto della stradina asfaltata che conduce al cancello d'ingresso all'ovile ha molta visibilità. I killer appostati si sarebbero resi conto perciò dell'arrivo anche del secondo mezzo, dopo quello di Ruiu, il primo a cadere mentre cercava di inserire la chiave nel lucchetto. Forse l'obiettivo erano entrambi gli allevatori, ma senza sacrificarne uno in quanto testimone dell'omicidio. Resta da capire perché.
UN SEGRETO Se nei piani dei killer entrambi dovevano morire ci si chiede quale segreto potessero custodire i due allevatori, cosa sapessero o cosa avessero fatto o visto. Si può ipotizzare che qualunque cosa sia, si possa trattare di una storia recente, visto che Scanu lavorava nell'azienda di Ruiu da non più di due anni. Naturalmente ogni dettaglio viene raccolto, nel tentativo di ricostruire un puzzle ancora indecifrabile che ripropone comunque il copione classico dell'agguato da muretto a secco. Gli investigatori cercano eventuali collegamenti con altre trame di morte o violenza registrate nella bassa Baronia, diventata un braciere esplosivo.
UNO O DUE KILLER Altro elemento da accertare la presenza di uno o di due killer. Nessun dubbio sull'abilità di chi ha sparato: le due fucilate a bruciapelo sono andate a segno. Ruiu è stato colpito alla nuca, Scanu sul volto, all'altezza della tempia. Per terra nessun bossolo. Un'azione ben preparata, portata avanti da un sicario dalla mano infallibile oppure da due killer implacabili. Il mistero resta, soprattutto su quelle ombre di morte.
