La battaglia prosegue. Del resto non è stato attuato alcun atto che possa garantire l'effettiva ripresa lavorativa. Così alcuni operatori dei Centri servizi per il lavoro e dei Centri di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati hanno deciso di non abbandonare il presidio. Per ripararsi da freddo e pioggia, da due settimane esatte, hanno un camper e alcune tende. Decisi a difendere i loro diritti e un lavoro che dal primo gennaio scorso quasi 200 di loro non hanno più, continuano a fare i turni, giorno e notte, sotto i portici del palazzo della Regione, in viale Trento.
L'ASSEMBLEA Ieri mattina circa 100 operatori si sono riuniti in assemblea per valutare insieme altre eventuali azioni di protesta. «Per adesso», spiega Manuela Piras, rappresentante Uil Temp e portavoce dei lavoratori, «non abbiamo ancora avuto alcun segnale da parte della Regione. Siamo in attesa della pubblicazione della legge, approvata alcuni giorni fa dal Consiglio regionale e, soprattutto, di una delibera di Giunta che regolamenti ogni passaggio, visto che le situazioni di ciascuno sono diverse». Tra i 350 operatori dei Csl e Cesil alcuni hanno avuto la proroga per tre mesi, fino al 31 marzo prossimo. «La norma votata in Consiglio è stata un primo passo», dice Piras, «ma ora è fondamentale che la Giunta proceda con l'affidamento all'Agenzia del lavoro e che l'assessorato competente (quello del Lavoro ndr), faccia le determine. La legge è chiara: le risorse residue che non sono state utilizzate per chi ha avuto la proroga del contratto devono essere riassegnate all'Agenzia».
L'AGENZIA DEL LAVORO Intanto per domani è stata convocata una riunione tra rappresentanti sindacali e referenti territoriali dei servizi. Stefano Tunis, direttore dell'Agenzia regionale del lavoro, interpellato sulla intricata situazione, fa capire di avere le mani legate ed è categorico: «Noi possiamo intervenire solo in seguito a un intervento della Giunta, che deve darci le istruzioni per l'applicazione della norma approvata dal Consiglio regionale. Le delibere dovrebbero essere almeno due. Una con le indicazioni dettagliate su come procedere, l'altra con una variazione di bilancio, attraverso cui ci vengono trasferiti i fondi».
Eleonora Bullegas
