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L'unione sarda. Consumi, crollo da 45 miliardi E le tasse al top

Problemi in tutto il Paese

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Tracollo per i consumi delle famiglie nel 2012 e 2013 - 45 miliardi di euro - pari, secondo i calcoli della Confesercenti, a 2mila euro spesi in meno per ogni nucleo. Nel solo 2012, dice l'associazione guidata da Marco Venturi, la flessione è stata di 35 miliardi. Quindi una contrazione che proseguirà anche nell'anno in corso, anche se meno accentuata (-1,2%, pari a 10 miliardi). Anche a livello nazionale i dati presentati ieri in occasione dell'iniziativa “L'impresa presenta il conto”, sono una vera e propria denuncia della «situazione gravissima in cui versano le piccole e medie imprese», ha detto Venturi. Problemi uguali per tutte le aziende: Pmi vessate da un fisco che nel 2013, tra Imu, Tares, Iva e adeguamenti Irpeg, preleverà 34 miliardi, di cui 20 miliardi a carico delle famiglie, che sborseranno 800 euro a nucleo. Per le imprese il conto è di 14 miliardi, pari a 3mila euro ad azienda. In tre anni, dal 2011 al 2013, dice la Confesercenti, il conto fiscale è di quasi 75 miliardi in più, vale a dire 1.250 a testa per ogni italiano.
L'APPELLO Una crescente preoccupazione per le difficoltà delle Pmi che ha spinto Venturi a prendere carta e penna e scrivere ai leader delle forze politiche, «a cui chiediamo una svolta urgente. Ormai non ci bastano più generiche promesse: servono fatti e risorse - dice - che vanno trovate con coraggiose scelte di tagli alla spesa pubblica, via sprechi ed eccessi di rappresentanza. Tagli che possono arrivare a liberare 70 miliardi di euro». E il vicedirettore Mauro Bussoni aggiunge che «in queste ore chiederemo ai candidati alle elezioni di sottoscrivere un impegno preciso, una sorta di contratto sui punti che Confesercenti ritiene fondamentali per la crescita». Gennaio potrebbe rivelarsi un mese drammatico per le chiusure dei negozi, prosegue Bussoni che punta il dito contro la liberalizzazione degli orari di apertura e delle domeniche: «Hanno spostato quote di mercato dai piccoli ai grandi, senza effetti sui consumi ma aggravando i problemi di tanti esercenti provocando, con le chiusure la conseguente desertificazione commerciale dei centri storici».
CHIUSURE Rari ormai gli alimentari sotto casa: meno di 2 ogni mille abitanti. Non si arresta infatti l'emorragia delle chiusure: nel 2012 hanno chiuso 253 imprese al giorno del commercio e turismo, nel 2013 saranno 281 ogni 24 ore, con la conseguente perdita di posti. Sempre stretti i rubinetti del credito: nel 2012 in calo di 4 miliardi.

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