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L'unione sarda. Benzina, prezzi da record

In Italia il costo è il più alto dell'Unione europea

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Il sospiro di sollievo è durato poco per gli automobilisti italiani. I prezzi della benzina sono tornati a salire e ieri, dopo 5 mesi da ottobre scorso, hanno ritoccato e in alcuni casi superato quota 1,9 euro al litro, mentre quelli del gasolio hanno oltrepassato già da un paio di giorni la soglia di 1,8 euro.
LE COMPAGNIE Secondo la consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, sopra 1,9 sono ormai i prezzi consigliati di Esso (1,905 euro al litro, il massimo sulla rete), Q8 e Shell, mentre Ip è esattamente a 1,900. Resiste a distanza Eni, che rimane invece sui minimi a 1,870 euro al litro. Discorso simile per il gasolio: il massimo sulla rete è quello praticato nei distributori della Shell (1,808 euro), TotalErg è a 1,801 euro al litro, mentre Esso è esattamente a 1,800. Anche in questo caso la compagnia meno cara, a parte i distributori automatici e quelli no logo, è Eni - che ha comunque ritoccato al rialzo lo scorso weekend - con 1,777 euro al litro.
IL RECORD ITALIANO Prezzi che fanno dei carburanti venduti in Italia i più cari d'Europa, denuncia la Cgia di Mestre, che punta il dito contro un peso fiscale che solo in Olanda, tra i 27 paesi dell'Ue, supera quello italiano. Secondo la Cgia, con un listino medio al litro pari a 1,845 euro, gli automobilisti italiani sono i più penalizzati della Ue. Anche perché su questo prezzo insiste un livello di tassazione (fatto di accise e Iva) che tocca 1,024 euro. Rispetto alla media dei paesi dell'area dell'euro, il prezzo al litro praticato in Italia è così superiore di 0,258 euro. E se la comparazione è realizzata rispetto alla media dei 27 paesi dell'Ue, calcola ancora la Cgia, la differenza sale addirittura a 0,301 euro.
I CONSUMATORI La corsa dei carburanti fa già parlare il Codacons di vera e propria stangata. Secondo l'associazione, infatti, rispetto ad un anno fa per il servito l'aumento è stato di 123 euro annui ad automobilista per la benzina e 76 euro annui per il diesel.
«Considerati i nefasti effetti indiretti che il caro carburante ha sull'inflazione», prosegue il Codacons, «il Governo dovrebbe finalmente mantenere la promessa di sterilizzare i futuri aumenti, in modo che al superamento della soglia di 1,90 per la benzina e di 1,80 per il gasolio si congeli almeno l'ulteriore guadagno dello Stato dovuto alla doppia tassazione: Iva più accise. Tutto questo anche in considerazione del futuro aumento dell'Iva dal 21 al 22%».
Per accaparrarsi clienti intanto c'è anche chi, come la catena commerciale Simply, apre distributori low cost e distribuisce in omaggio buoni sconto per il supermercato.

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