Anche ieri al palazzo di Giustizia è saltata un'udienza dopo l'altra a causa della protesta delle toghe. Sarà l'assemblea degli avvocati convocata per domani a decidere se l'astensione dovrà essere revocata o continuerà, eventualmente in forme e misure differenti. L'attenzione ai temuti tagli e alle carenze d'organico comunque resta alta. «Non possiamo abbassare la guardia - osserva Priamo Siotto, presidente dell'Ordine provinciale degli avvocati - perché la verità la sapremo solo a maggio, quando il Consiglio superiore della magistratura svelerà le sue intenzioni. La comunicazione da parte del Ministero del passo indietro rispetto al taglio dei magistrati, a quanto pare rientrato, ci conforta fino a un certo punto, perché l'ultima parola spetta, appunto, al Csm. Purtroppo già un paio di anni fa ci eravamo illusi, erano stati annunciati quattro giudici e a conti fatti ce ne siamo ritrovati solo uno».
Proseguirà dunque la protesta, anche quando si tornerà alla normalità, con lo stato di agitazione, «Dobbiamo rimanere vigili perché la situazione non è chiara», conferma Siotto.
Sullo sfondo una fotografia che registra una carenza del 60 per cento nei processi penali, e di oltre il 70 nel civile. Il tutto a fronte di 7 posti da giudice dei 13 attualmente in organico che non sono mai stati assegnati e del trasferimento a giugno di due magistrati della sezione civile, Andrea Bernardino che andrà a Cagliari, e Tania Vettore destinata a Venezia. I quali non si sa bene se saranno sostituiti. Contestualmente il gip Silvia Palmas andrà a Oristano e al suo posto arriva il nuorese Mauro Pusceddu. In un clima ballerino di incertezze, intanto il presidente del Tribunale Vito Morra ha assunto il ruolo di una serie di procedimenti monocratici, con l'intento di aiutare i colleghi a smaltire i fascicoli. ( fr.gu. )
