Dieci mesi posson bastare, per il nuovo Piano paesaggistico regionale. Ugo Cappellacci fa una scommessa contro il tempo e lancia quello che potrebbe diventare l'intervento centrale di tutta la legislatura: la modifica del Ppr delle zone costiere e l'avvio della pianificazione delle zone interne.
Sette mesi esatti (dal primo marzo) per la fase di studio ed elaborazione col ministero dei Beni culturali; altri tre per l'ok definitivo al nuovo piano. «Uno dei punti principali del nostro programma elettorale», ricorda il governatore illustrando alla stampa il percorso avviato con il ministero.
L'ACCORDO La novità è proprio la firma (venerdì scorso) dell'intesa sui tempi e i modi dell'adeguamento del Ppr, che - come prevede il Codice Urbani - richiede una fase di pianificazione congiunta Regione-Beni culturali. Perciò martedì 12 si insedierà a Roma un comitato tecnico, composto da dirigenti dei due enti, per il lavoro preliminare alle modifiche del Piano.
Si analizzerà tutto il territorio per verificare i vincoli esistenti e la loro esatta estensione, individuare le opere dell'uomo degne di tutela, delimitare le aree archeologiche, e così via. E poi si dovranno dettare le regole per gli interventi di trasformazione del territorio. «Uno degli aspetti più importanti è l'aggiornamento della cartografia», spiega l'assessore all'Urbanistica Nicola Rassu: «Di recente un cittadino di Decimomannu ha perso un contributo per il fotovoltaico perché, dalle carte ufficiali, il suo terreno risulta a meno di 150 metri da un fiume che lì non scorre più da 70 anni».
«L'obiettivo è eliminare le ambiguità sulle aree tutelate, per semplificare le procedure e ridurre le difficoltà dei cittadini», aggiunge Maria Assunta Lorrai, direttore regionale dei Beni culturali, presente alla conferenza stampa insieme a Roberto Banchini, rappresentante della direzione generale Paesaggio del ministero, e al direttore della Pianificazione urbanistica dell'assessorato regionale, Marco Melis.
IL GOVERNATORE Il nuovo Ppr costiero dovrebbe arrivare a ridosso delle elezioni regionali (mentre per quello delle zone interne servono 18 mesi per la prima fase e tre per l'approvazione finale: si va a dicembre 2014). Ma non ci sono stati ritardi, dice Ugo Cappellacci: «Avevamo sottolineato già in campagna elettorale le criticità del Piano 2006, ma a differenza della Giunta precedente abbiamo avviato un iter di ascolto di enti locali, associazioni, singoli cittadini, durato due anni e mezzo».
I risultati sono stati tradotti nelle linee guida approvate nel luglio scorso dal Consiglio regionale. «Questa, per noi, è democrazia partecipata», aggiunge il governatore, «e richiede tempi non brevi. Ma ci ha consentito, tra l'altro, di mettere a disposizione di tutti, tramite i portali Sardegna territorio e Sardegna geoportale, un patrimonio importantissimo di cartografie, dati, elementi di conoscenza».
REAZIONI «Condivido la soddisfazione del presidente - commenta il coordinatore di Fli Ignazio Artizzu - per i passi avanti nell'iter che ci porterà a superare il Ppr voluto dalla precedente Giunta, che aveva contribuito a impoverire la Sardegna con vincoli irragionevoli e irrazionali. Si realizza uno degli impegni più importanti della campagna elettorale».
Invece annunciano battaglia le associazioni ambientaliste Gruppo d'intervento giuridico, Amici della terra e Abolizione della caccia: «C'è poco da fidarsi», affermano, «la speculazione immobiliare sulle coste ha solo depredato l'ambiente senza creare sviluppo».
Giuseppe Meloni
