Erano più di 70, quasi una per ogni consigliere regionale: se non fossero donne si direbbe che vogliono marcare a uomo gli onorevoli sulla legge elettorale. Provengono da varie associazioni femminili (Fidapa, Se non ora quando, Aidda, Liberamente, Sinergia donna) e si sono presentate in Consiglio per seguire i lavori dell'aula e invocare la doppia preferenza di genere.
RINVIO Lavori che ieri sono stati quasi subito rinviati, per divergenze sullo sbarramento. Ma le donne presenzieranno finché non si discuterà la norma sulla parità . «Questa presenza sarà di pungolo per tutti i consiglieri», dichiara Rosanna Floris (Pdl), «alla ripresa dei lavori potremmo avere una presenza ancora maggiore. Lo scoglio che interessa particolarmente queste donne è relativo all'iniqua possibilità che sul nostro emendamento per la doppia preferenza di genere qualcuno possa nascondersi dietro il voto segreto». Timore condiviso da Claudia Zuncheddu (Sardigna libera): «L'oligarchia maschilista lo proporrà , negando ai cittadini il diritto di conoscere le facce di chi il potere lo occupa a ogni costo». Anche Luciano Uras (Sel) auspica che «in nessun caso si ricorra al voto segreto», e invita ad approvare al più presto la legge. Stesso appello da Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione Socialismo-diritti-riforme.
RIMPASTO Si allungano, nel frattempo, i tempi dell'azzeramento della Giunta: «Facendolo ora - spiega Ugo Cappellacci - bloccherei la discussione della legge elettorale». Il leader Udc Giorgio Oppi intanto conferma che non sarà assessore, ma il suo partito rivendicherà la Sanità .
DERIU PER GANAU Intanto Roberto Deriu, presidente dell'Unione Province sarde, pensa già ai tre rappresentanti che il Consiglio regionale invierà per l'elezione del capo dello Stato. «È prassi consolidata che siano il presidente della Regione, quello del Consiglio e un esponente dell'opposizione», dichiara, «ma sarebbe di grande significato politico la designazione del presidente del Consiglio delle autonomie locali, Gianfranco Ganau». (g. m.)
