Viste le abbondanti piogge, l'Enel ha disposto, per ragioni di sicurezza, l'apertura delle paratie nella diga del Cuchinadorza, tra Teti e Ovodda. Nella giornata di ieri, per alcune ore, sono stati rilasciati 40-50 metri cubi di acqua al secondo. Uno spettacolo suggestivo e imponente che ha richiamato l'attenzione di diversi curiosi. La quantità d'acqua fatta fuoriuscire, spiegano dall'Enel, è da considerarsi irrilevante, dal momento che nella diga del Cuchinardorza in casi estremi possono essere espulsi sino a 1750 metri cubi al secondo.
LA PROCEDURA Attraverso la sola produzione elettrica, in linea di principio, i bacini vengono svuotati. Quando l'afflusso d'acqua è superiore a quanto le turbine riescono a gestire e il lago arriva ai massimi livelli, si effettuano i rilasci, così come è accaduto nella diga del Cuchinadorza. Nella centrale del Taloro sono tre i gruppi reversibili che funzionano sia da generatori (sfruttando l'acqua del lago di Gusana in caduta e quindi permettendo di svuotare lo stesso lago e riempire Cuchinadorza), sia come pompe (riportando l'acqua da Cuchinadorza verso Gusana). Il funzionamento in produzione elettrica è assicurato dalla società Terna anche se la gestione delle dighe è a carico dell'Enel.
L'EMERGENZA Nei giorni scorsi anche nella diga di Gusana, tra Gavoi e Ovodda, si è registrato un momentaneo livellamento delle paratie in cui l'acqua, rilasciata a pressione, ha creato uno spettacolo di portata eccezionale. La presenza delle paratie costituisce un importante elemento di sicurezza in quanto permette di regolare meglio gli apporti d'acqua che arrivano da tutto il sistema. È possibile infatti abbassare lievemente i livelli se le previsioni annunciano piogge consistenti. Esistono delle fasce di rispetto in cui anche attività di pascolo o coltivazioni non dovrebbero essere consentite. Ieri non è stato necessario alcun provvedimento o avviso alla popolazione. A Ovodda ricordano che molti anni fa un pastore fu travolto e ucciso dall'impeto delle acque rilasciate dalla diga di Gusana.
Roberto Tangianu
