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L'unione sarda. Partita a porte chiuse con la Samp ma si riaccende la speranza dei tifosi

Si lavora all'ipotesi di riaprire presto lo stadio a cinquemila spettatori

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Un'altra triste partita a porte chiuse. Domenica alle tre del pomeriggio, Cagliari-Sampdoria si gioca a Is Arenas senza pubblico. Il vicesindaco di Quartu, Fortunato Di Cesare, ha firmato l'autorizzazione dopo una lunga riunione in prefettura. L'accorata richiesta del popolo rossoblù, sceso in piazza numeroso per sollecitare la riapertura dello stadio, non è stata accolta. Anche se poi il prefetto e il questore hanno ricevuto una delegazione di tifosi e riacceso qualche speranza. Così come ha già fatto l'incaricato speciale della Lega, Achille Serra, atteso per martedì prossimo. Insomma, ci potrebbe essere uno spiraglio, magari per il match con la Fiorentina il 30 marzo, per concedere l'ingresso almeno a cinquemila spettatori, gli abbonati. Un'ipotesi - messa in campo anche in piazza Palazzo - per cui basterebbe il via libera del Comune. In attesa che il Cagliari calcio riavvii la procedura per la conformità e l'agibilità con la Commissione provinciale di vigilanza.
IL NULLA OSTA Il prefetto Alessio Giuffrida ieri mattina ha presieduto un incontro di coordinamento delle forze di polizia, «per valutare i profili di ordine e sicurezza pubblica» della partita con i blucerchiati. «Si è preso atto della volontà dell'amministrazione comunale di autorizzare la disputa a porte chiuese», sottolinea una nota della prefettura, è stato dato il nulla osta, e comunicato «alla Lega nazionale di serie A che, come di consueto, aveva chiesto un formale assenso». Nella riunione - prosegue la nota - «è stata anche esaminata la possibilità di una parziale riapertura dell'impianto, su richiesta del Cagliari calcio, sulla cui fattibilità l'amministrazione quartese è stata sensibilizzata a valutare l'intervento della Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, competente a esprimersi per le strutture di capienza inferiore, appunto, alle cinquemila persone». Aspettando - auspica la prefettura - che il club rossoblù faccia ripartire la procedura con la Commissione provinciale, che si occupa di impianti che accolgono più spettatori.
IL SÌ DEL CONI Mentre si discuteva tutto questo, da Roma è arrivato finalmente il parere del Coni tanto atteso, primo elemento tra «le carenze strutturali» elencate dalla Commissione. Un promemoria «per facilitare la comprensione della complessa problematica» è stato pure consegnato ai rappresentanti del gruppo “Dateci uno stadio”, ricevuto nel pomeriggio a palazzo Regio, insieme con i giornalisti Fabrizio Serra (di Videolina) e Ivan Zazzaroni, arrivato da Bologna su invito degli stessi supporter. Attorno al tavolo c'erano il prefetto Giuffrida, il vice Carolina Bellantoni, il questore Massimo Bontempi.
L'INCONTRO CON I TIFOSI I tifosi hanno presentato le proprie istanze, chiesto delucidazioni, spiegato le ragioni e le passioni con cui stanno portando avanti da mesi una pacifica battaglia per poter entrare allo stadio e infondere calore alla squadra del cuore. Le autorità hanno risposto punto per punto e riacceso le speranze, spiegando della possibilità di riaprire, come primo passo, di nuovo Distinti e Curva Nord.
Cristina Cossu

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